Milan, due mesi a ritmo retrocessione: cosa sta succedendo
MILANO - Il tracollo verticale del Milan si può sintetizzare in un solo dato: da Lazio-Milan in poi, sfida dello scorso 15 marzo in programma una settimana dopo il derby vinto contro l'Inter, i rossoneri sarebbero quartultimi in classifica, appena davanti, con soli 7 punti, a Hellas Verona (2 punti), Pisa (3) e Lecce (5) e a pari merito con la Cremonese; insomma, due squadre già retrocesse in Serie B e due squadre che si stanno giocando la salvezza all'ultima giornata. Non esattamente l'habitat del club. Anzi: l'esatto opposto. Dalle stelle alle stalle, si direbbe: dopo il derby si sognava una clamorosa rimonta scudetto, sperando nell'entusiasmo di Pulisic e compagni e nella tristezza dell'altra parte di Milano. E, invece, Allegri si trova ora a mettere cerotti un po' ovunque sulle crepe che si sono aperte nella sua formazione.
Crollo Milan nel girone di ritorno
Che sono dappertutto, tra l'altro. Il girone di ritorno è sulla scia di tutto il campionato precedente a quello in corso, se non peggio: dopo 17 partite, il Milan sarebbe nono in classifica con 25 punti, dietro a tutte le big e ampiamente fuori dalla zona Europa. Ciò che più colpisce è come i rossoneri abbiano dilapidato il vantaggio acquisito sulle rivali, proprio a causa delle ultime 17 giornate a passo lentissimo; dieci partite fa, Leao e compagni erano al secondo posto e avevano dieci punti di vantaggio sul quinto posto, allora occupato in coabitazione da Roma e Como e undici punti in più della Juventus sesta. La situazione si è ribaltata: non solo il sorpasso del Napoli, probabilmente anche preventivabile considerando i valori della carta di inizio campion ato, ma anche e soprattutto il sopravanzamento dei bianconeri di Spalletti e l'arrivo in zona di giallorossi e lariani. Un altro dato simbolico: i gol segnati da Malen nelle ultime 16 partite sono 13, i gol segnati dal Milan nelle ultime 16 partite sono 18. Uno scenario difficile da immaginare solo qualche settimana fa.
Servono sei punti per la Champions League
Eppure, il calcio è strano ed è fatto di sorprese, sia in positivo che in negativo. Allegri aveva avvisato i suoi sin da Milan-Torino di fine marzo: «La Champions League la si potrà conquistare anche all'ultima giornata». Una profezia che, purtroppo per lui e per i suoi, si è avverata: i rossoneri si giocheranno l'accesso alla massima competizione europea tra Genoa (domenica ore 12.30 a Marassi) e Cagliari (weekend del 24 maggio a San Siro); serviranno sei punti su sei, puntando sullo scontro diretto a favore sia contro la Roma che contro il Como che, eventualmente, su passi falsi delle due rivali. Ma, oggi come oggi, chi ha una percentuale più alta di eventualità di cadute è proprio il Milan. Lo dice il campo, lo dice la testa, lo dice lo stato di forma, lo dice tutto il girone di ritorno. Allegri, maestro come pochi nel tirare fuori le sue formazioni dalle difficoltà, anche quelle più complicate, dovrà attingere a tutta la sua esperienza. Altrimenti sarà addio.
