Il Milan in mano a Ibra? Così Zlatan può scalare le gerarchie. Ma intanto a giugno sarà in America per il Mondiale
MILANO - Nelle ultime settimane, Zlatan Ibrahimovic in ambito Milan si era fatto vedere da telecamere e fotografi solo per le presenze a San Siro in occasione dei match casalinghi dei rossoneri. Giovedì sera, invece, un'altra apparizione, stavolta lontana dai cori dei tifosi e dall'erbetta dei campi, ma vicina alle videocamere di Sportitalia, le quali hanno mostrato lo svedese all'aeroporto di Milano Linate di ritorno da Londra, dove ha incontrato il proprietario del club Gerry Cardinale; assieme a lui, Massimo Calvelli, ex numero 1 del'ATP di tennis, e uomo RedBird di recente investitura con delega anche nel Consiglio d'Amministrazione di via Aldo Rossi. La deduzione è piuttosto semplice: la parte RedBird della dirigenza rossonera, che comprende, oltre a Cardinale, anche gli stessi Ibrahimovic e Calvelli, ha intenzione di riscalare le gerarchie interne.
Gli impegni e il futuro
Lo svedese vorrebbe farlo già da questa sessione di mercato, riprendendo, senza necessariamente apparire come il frontman tuttofare, poteri sia nella gestione generale del club che sull'area sportiva. La possibilità non è così remota, anche perché Cardinale ha fatto capire, negli ultimi mesi, la volontà di far pesare di più la sua volontà (e i suoi uomini di conseguenza) rispetto al passato. Al di là delle prossime probabilissime rivoluzioni nei nomi e nelle cariche, c'è un altro primordiale problema a cui Ibra dovrà far fronte: i troppi impegni.
Opinionista ai Mondiali
In estate, infatti, lo svedese sarà uno degli opinionisti di punta della rete americana Fox Sports per i Mondiali, con presenze in studio negli Stati Uniti già annunciate, come quella dell'11 giugno per la gara di esordio. Governare la ricostruzione rossonera con un Oceano di distanza non sembra l'idea migliore.
