Il generale Spalletti, erede di Vinicio

Nasce l’epica della testa di Luciano, un uovo sodo al comando
Il generale Spalletti, erede di Vinicio© ANSA
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Mimmo Carratelli

Mattinata elegiaca in onore dell’allenatore del Napoli allo chalet di Mergellina di Peppino cameriere con giro di babà e succhi di frutta. Abbiamo il generale Spalletti, esordisce don Ciccio portiere di palazzo. Quant’è bello, gli fa eco don Peppino parcheggiatore allusivo. Un vero comandante, sottolinea Salvatore pittore di alici. Che grinta, che occhi di fuoco, che cranio, esulta Gennaro Piromallo salumiere. Nella sala stampa di Marassi è stato uno spettacolo, enuncia Pasquale Pazienza giornalista on-line. Annichilisce i giornalisti, esulta Saverio Malaspina ragioniere. Prima china la testa come un monaco buddista, poi la rotea come un minotauro preparando parole di fuoco, poi fissa dritto i giornalisti e pam, pam, pam li stende, annota Enrico Pignatiello baritono mancato al San Carlo. Nella lingua di Dante, commenta don Ciccio portiere di palazzo. Piuttosto, l’Aretino, obietta Saverio Malaspina ragioniere. Spiegatevi, implora don Peppino parcheggiatore allusivo. Ecco qua, declama il ragioniere Malaspina, qui parla Lucio allenatore fosco che disse male a tutti i giornalisti scusandosi col dir non vi conosco.

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Ma come fa, come fa, chiede Carminiello-a-rezza pescatore di fravaglia. Un attore drammatico, esclama Giacomo Frollo pasticciere alla Pignasecca. Un misto tra Salvo Randone, Turi Ferro e Paolo Stoppa, puntualizza Carmelo Mirabello regista di teatro popolare. A Marassi è stato il massimo, sottolinea don Ciccio portiere di palazzo. Non dobbiamo dimostrare niente, l’ansia la faccio venire a voi, ha detto ai giornalisti, riferisce Gennaro Piromallo salumiere. Ha il fisico di Bruce Willis, se lo può permettere, commenta Giacomo Frollo pasticciere alla Pignasecca. S’era disturbato dopo la sconfitta di Milano e aveva il diavolo in corpo, ipotizza Pasquale Pazienza giornalista on-line. S’è attorcigliato come un serpente a Marassi e come un serpente è scattato, occhi di fuoco e lingua saettante, riferisce Salvatore pittore di alici. Basta con i vostri giochini, metti questo, metti quello, io fo come voglio, questo ha detto, che carattere, si entusiasma don Peppino parcheggiatore allusivo. Con quella testa, un uovo sodo al comando, espone don Ciccio portiere di palazzo.

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Un allenatore così non l’abbiamo mai avuto, dice Salvatore pittore di alici. Beh, Vinicio non era doce ’e sale, ricorda don Ciccio portiere di palazzo. Appendeva i giornalisti alle pareti dello spogliatoio, riferisce Pasquale Pazienza giornalista on-line. Ma ve lo ricordate Spalletti che a Roma batteva la testa sul tavolo, domanda Saverio Malaspina ragioniere. Un flagellante, fa eco Totonno Speranza direttore di centro commerciale. Chiagne e sfotte, sottolinea Gennaro Piromallo salumiere. Senza offesa, è un allenatore carismatico, profferisce don Peppino parcheggiatore allusivo giocandosi un aggettivo per lui misterioso. Non s’arruffiana, non fa sconti, fa scontri, sottolinea Salvatore pittore di alici. Ha innalzato un muro di durezza e ironia fra la squadra e le sale-stampa, espone Pasquale Pazienza giornalista on-line. Il muro di berlina, prende in giro, che ganzo, sentenzia don Ciccio portiere di palazzo. 


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