Napoli: Rrahmani va ko, ma non è ancora il momento di Natan

Senza il leader della sua difesa Rudi Garcia non rischia una coppia inedita di centrali contro il Bologna
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Antonio Giordano

INVIATO A CASTEL VOLTURNO - Eppure si muove: ma lentamente. Cinque minuti, il recupero a Braga, così per cominciare a prendere confidenza, lanciarsi coraggiosamente e pericolosamente incontro al Napoli (e ad un attaccante) per scoprire l’effetto che fa. Ma Natan è il futuro, almeno così spiegò Maurizio Micheli, il capo scouting, che preferì virare una decina di milioni di euro sul brasiliano del Bragantino (dopo le difficoltà incontrate con Kilman, Danso, Sutalo e Mavropanos): ma qui e adesso bisogna fare il Napoli presto e subito, senza se e senza ma e persino evitando di rimpiangere Kim, però con quel pizzico di pazienza che Rudi Garcia educatamente ha invocato. Bologna è uno spartiacque, ovvio, che deve indirizzare questa fase delicata nella quale ci sono soprattutto una serie di partite in sequenza ad alto rischio acido lattico: ci sarebbe voluto Rrahmani, che invece resta a guardare, per lanciare Natan, per ora virtualmente accomodato in panchina.

Napoli, Rrahmani fuori

Sottovoce, e rileggendo il report medico, Rudi Garcia può appellarsi pure alla legittima difesa: a Braga, dopo tredici minuti appena, ha perso Amir Rrahmani, il pilastro più solido del settore, che da ieri è ufficialmente indisponibile per almeno due settimane, forse persino per venti giorni: niente Bologna, ed è scontato, ma è praticamente certo che il kosovaro sarà costretto a saltare pure le sfide con l’Udinese al Maradona e quella di Lecce. Lo staff medico si sta attrezzando per un miracolo e rimetterlo in piedi per il kolossal di Champions con il Real Madrid - non semplice - perché da comunicato la «lesione del muscolo semimembranoso della coscia sinistra» è di «basso grado» ma induce alla cautela.

Napoli, Mario Rui in vantaggio

Un gol a Frosinone (ma su rigore), due con la Lazio e poi dal Genoa (su corner), tra le «cose che non sono andate come dovevano», Garcia inserisce la fase difensiva, le coperture preventive, il filtro di una metà campo poco protettiva e un livello d’attenzione che a Bologna verrà richiesta a Ostigard e Juan Jesus, la coppia battezzata per resistere ad oltranza. Ma là dietro, qualche ulteriore ritocchino è nei fatti e a sinistra, dove l’alternanza è un classico, Mario Rui pare (pare!) in vantaggio su Olivera, per garantire a Garcia diagonali che il portoghese ha nelle corde. «Però va anche detto che abbiamo subito, complessivamente sei gol, su otto conclusioni avversarie».

Napoli, Natan non è pronto

Nel promemoria, verso Bologna, c’è un punto interrogativo di fianco al nome di Cajuste, che sta meglio di mercoledì e potrebbe farcela per sistemarsi in panchina, garantendo a Garcia una scelta in più nelle rotazioni con le quali fronteggiare affaticamenti ed acido lattico. Ma il problema, quasi uno stato d’emergenza, è in difesa, che senza Rrahmani si ritrova ad affrontare il tour de force con tre centrali: Natan studia il calcio italiano e anche la lingua, memorizza i movimenti, osserva l’atteggiamento della linea, si lascia guidare (ovviamente) da Garcia e anche da Juan Jesus, che traduce ogni dettaglio e intanto cerca di impossessarsi del Napoli. Un poco alla volta.


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