Garcia a Napoli: cosa faceva mentre la squadra era a Bergamo

L’allenatore francese è stato avvistato in città dopo l’esonero e il cambio in panchina con Mazzarri
Garcia a Napoli: cosa faceva mentre la squadra era a Bergamo© ANSA
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Fabio Mandarini

Sabato, domenica, lunedì. Questi fantasmi. Uomo e Galantuomo. E alla fine tutte le strade portano a Eduardo: sì, una giornata eduardiana, una partita eduardiana, un incrocio eduardiano. I tempi del teatro e il ritmo della barzelletta molto seria: c’erano un francese, un fiorentino e un livornese che all’improvviso hanno creato una strana, improbabile catena tra i vicoli napoletani del tempo, incrociando il passato e il presente nel nome del pallone azzurro. Il francese, Rudi Garcia, l’ex allenatore che non conosceva la Storia, ieri era a Napoli, in città, avvistato a fare il turista al Centro Storico dopo l’esonero mentre la squadra che ha guidato fino al 12 novembre cominciava un altro campionato senza di lui. Il fiorentino, Luciano Spalletti, lo scrittore della Storia, era invece a Bergamo, allo stadio, però in tribuna: oggi è il ct della Nazionale, vive a Milano, i suoi pupilli tricolore erano da quelle parti e sai com’è? Il livornese, Walter Mazzarri, l’uomo chiamato a ricostruire il Napoli nel nome della Storia, era a Bergamo come Lucio, però in panchina. A vincere. A ricominciare. A prendersi i baci di Kvara e gli abbracci di Osi, Anguissa, Elmas e gli altri del gruppo. «Il mister ha toccato le corde giuste in questi giorni: ha cercato di dare serenità a una ambiente che proprio serenissimo non era». Giovanni Di Lorenzo è il terzo toscano, di Lucca, ma è soprattutto il capitano: e ha diffuso al mondo il senso di questo sabato italiano. Ma non qualunque.   

Napoli, da Garcia a Spalletti 

Il Napoli è tornato alla vittoria con Mazzarri, Spalletti è tornato a vedere il Napoli dopo l’ultima sera di maggio e la qualificazione all’Europeo con l’Italia e Garcia è tornato a Napoli per fare un giretto tra i monumenti: è così che è andata ieri. Ed è così che ha parlato la squadra: «È una vittoria importante per il momento e per il nostro percorso. Mazzarri è un allenatore molto esperto che conosce l’ambiente: la classifica non ci piace ma lui ha cercato di regalare un po’ di tranquillità. E poi abbiamo lavorato per stare più corti e per alzare la linea difensiva». Di Lorenzo saluta e dà appuntamento a Madrid: mercoledì c’è il Real, la Champions, il secondo atto della nuova era di Walter. Parole dolci anche da Elif Elmas, la luce degli occhi di Spalletti che Walter ha riacceso dopo cinque mesi di buio: «Il nostro nuovo allenatore ha fatto belle cose, ha dato subito una grande mano a questo gruppo. Sì, è riuscito a fare qualcosa d’incredibile in questi giorni».  

Infortunio Olivera 

La nota triste, brutta davvero, è l’infortunio di Mathias Olivera: la prima diagnosi parla di «trauma distorsivo al ginocchio sinistro» e di una risonanza in programma oggi a Villa Stuart, a Roma. Il sospetto anzi il timore forte è la lesione del crociato: la squadra gli ha dedicato la vittoria. E il mondo del calcio gli ha spedito un infinito in bocca al lupo.


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