Pagina 2 | Vergara, talento e personalità: si è preso il Napoli e ora sogna la Nazionale
Vergara, viva Italia
Troppo clamore e troppo rumore? Può darsi. Ma Antonio ha fame, non si bea: dopo quel capolavoro contro i Blues ricominciò a correre come un mediano e a difendere come si deve nel calcio moderno. E poi, dicevamo, il pallone è gioia e i talenti italiani sono rari: alla nidiata dei Pio, dei Palestra e dei Leoni si è unito anche Vergara. Il presente e il futuro del Napoli, magari il futuro della Nazionale: il nostro calcio ha bisogno di ragazzi come queste magnifiche quattro speranze per rialzare la testa. La chiamata di Gattuso è un sogno? Certo. Ma anche possibile come l’esordio all’improvviso da titolare in campionato contro il Sassuolo senza Neres, tanti infortunati e troppi problemi: prima d’allora aveva giocato 17 minuti in A, 10 in Champions e 2 in Supercoppa. È stato bravo a cogliere il suo momento, così come Conte a credere in lui: ora ne ha fatte cinque di fila con 2 gol in quattro giorni.
Vergara, talento doc
In Coppa Italia aveva già giocato da titolare - debutto assoluto - e servito un assist a Lucca. All’uscita si prese un mare di applausi. E fu così che il popolo del Maradona s’innamorò: non si parla che di lui, e non soltanto in città. Un napoletano del vivaio dopo Gaetano, un talento di Frattamaggiore dopo Insigne. Un talento made in Naples che prima di sfondare s’è fatto le ossa in prestito in C con la Pro Vercelli e in B con la Reggiana. A Reggio, a settembre 2023, ci rimise un crociato a 20 anni. Un mese dopo qualcuno lo notò con le stampelle e il gesso al Maradona: era in tribuna per Napoli-Milan. A sognare di giocarla, un giorno. Beh, ad aprile gli conviene non prendere impegni.