Conte, ecco la rivoluzione Champions: addio Fab Four, fuori Anguissa

Il tecnico chiede una reazione al crollo contro la Lazio. Hojlund è in dubbio
Fabio Mandarini
4 min

La rivoluzione Champions. Sei giorni dopo il crollo con la Lazio, il Napoli sfiderà la Cremonese al Maradona per acchiappare i fantasmi e ripartire verso l’Europa che conta. La qualificazione, l’obiettivo minimo stagionale dopo il tramonto del sogno scudetto, è davvero a un passo: mancano 8 punti per l’aritmetica, senza contare gli incroci di questa e delle prossime giornate. Il Napoli, però, non deve pensare: meglio fare la corsa su se stessi. E così per ricominciare a viaggiare spediti, Conte ha deciso di cambiare: troppo brutta l’ultima prestazione, una sconfitta che ha interrotto una serie di sei risultati utili in campionato e un’altra di ventisei a Fuorigrotta; e inaccettabile è la chiusura con zero tiri nello specchio della porta. In casa, non accadeva da oltre vent’anni. Ma il dato in questione è stato soltanto il punto più basso di un’involuzione offensiva iniziata a Cagliari, nonostante la vittoria. Una difficoltà che ha convinto l’allenatore a bocciare la nuova formula con i Fab Four: Anguissa andrà in panchina. I simboli della restaurazione della squadra sono McTominay e Alisson: Scott tornerà a giocare a centrocampo dopo una serie di grigie giornate da trequartista e Ali invece agirà dal primo minuto alle spalle del centravanti insieme con De Bruyne. Già, la punta: Hojlund non è al meglio e la sua presenza è da considerarsi in dubbio.

I cambi di Conte

Tante cose da raccontare nella presentazione della partita in programma oggi alle 20.45: lo stadio non è sold out ma il popolo riuscirà comunque a sostenere una missione fondamentale sia per tenere alta l’ambizione, sia perché con la qualificazione in tasca non ci saranno più motivi per rimandare il confronto tra Conte e De Laurentiis. Un incontro necessario per programmare e dettare una linea definitiva che interrompa l’incertezza. A suo tempo. E via ad analizzare la metamorfosi. Tre i cambi previsti dall’inizio rispetto alla Lazio, fermo restando il dubbio legato all’impiego di Rasmus: se non recupera, l’idea è che toccherà a Giovane giostrare da centravanti come contro il Milan. Dicevamo: il primo in difesa, dove Rrahmani riprenderà il suo posto al centro del tris di marcatori con Buongiorno a sinistra e Olivera favorito su Beukema a destra. In porta Milinkovic-Savic. E ancora: sulle fasce Politano e Gutierrez al posto di Spinazzola. McTominay e Lobotka reciteranno in mediana, Alisson e KDB sulla trequarti.

Testa alta

A prescindere dall’impostazione più offensiva con Ali nel tridente mascherato, il Napoli dovrà dimostrare innanzitutto più verve. Cioè motivazioni : la questione del contraccolpo scudetto citata da Spina, Politano e dallo stesso Conte dopo la brutta figura con la Lazio è umana, ci mancherebbe, ma oggi la squadra è chiamata a dare una risposta all’altezza. Anche perché la Cremonese è in piena lotta per non retrocedere ed è inevitabile immaginarla animata da un’onda emotiva impetuosa: in questo momento la squadra di Giampaolo ha 28 punti come il Lecce, atteso dalla trasferta di Verona con l’Hellas ormai condannato alla B, ed è quart’ultima soltanto per la differenza reti. Partite come quella di oggi si chiamano: trappole. Lo scudetto dell’Inter è scontato, ci mancherebbe, ma un’altra frenata velocizzerebbe la successione. E il Napoli dovrà scendere dal trono d’Italia a testa alta.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli