Alisson è lo spaccapartite di Conte: i numeri da fenomeno che lo rendono un affare per il Napoli

Nessuno capitalizza come Santos il tempo in campo: è il migliore della rosa per la media gol/minuti in Serie A
Fabio Mandarini
4 min
D’accordo le opinioni e le preferenze tattiche, tutte da rispettare, ma nel caso specifico delle attitudini offensive di Alisson e dei riflessi sulla squadra sono i numeri a parlare: ha la migliore media gol/minuti in campionato tra i giocatori del Napoli con almeno dieci presenze. Classifica: Ali comanda con 3 reti in 566’, una ogni 188,67, davanti a De Bruyne, Hojlund, McTominay, Anguissa, Neres e così via. Per minutaggio è il ventisettesimo della rosa, ma è il primo per impatto realizzativo. Pur essendo arrivato nel corso del mercato di gennaio, anzi il 2 febbraio, in 76 giorni s’è preso la scena a furia di slalom, discese libere e colpi decisivi, capitalizzando lo spazio e il tempo e accreditandosi come moderno esponente della setta dei poeti estinti del calcio. Uno da carpe diem, uno che sa cogliere l’attimo fuggente. Pienamente meritata la fama di spaccapartite conquistata allo Sporting, dove tra l’altro ha fornito l’ultimo assist del gol della vittoria entrando inaspettatamente poche ore prima di partire per l’Italia, da giocatore del Napoli in pectore, ma bisogna anche mettere ordine. Sì: Alisson ha dimostrato di saper spaccare l’inerzia anche da titolare. L’esempio più recente con la Cremonese, la sua migliore prestazione da quando gioca in Serie A, ma il quadro era già chiaro. E ora, l’agenda: per cominciare l’incrocio con il Como, sabato, una sfida che potrebbe anche rivelarsi decisiva per la qualificazione in Champions; poi, il riscatto. Il club ha già deciso: sarà uno dei volti del Napoli del futuro.  

L'intuizione 

Alisson è la classica intuizione: l’ha avuta il ds Manna in un momento di grande difficoltà. Il rapporto con Lang, uno dei maggiori investimenti dell’estate, s’era appena interrotto (bruscamente) con il prestito al Galatasaray e reperire un sostituto in fretta e a costi estremamente contenuti, per l’obbligo del saldo zero, appariva un’impresa. Lo spettro della riedizione del precedente mercato di gennaio si stava materializzando per la seconda volta in un anno solare, ma Ali ha smentito tutti avvalorando l’investimento di Manna: 3,5 milioni per il prestito oneroso e 16,5 per il riscatto. Totale, 20: un affare, alla luce del rendimento del brasiliano. Acconciatura a razzo e razzi negli scarpini.

Il premio

Velocissimo, coraggioso, concreto. Mica scenografico: Alisson punta, attacca e colpisce. Scomodare il suo fenomenale predecessore di nome Kvara non è ancora possibile, nonostante giochi sulla fascia sinistra e viva nella casa di Posillipo che fu di Khvicha, ma dire che sia un dribblatore micidiale come Neres è cosa buona e giusta. Sia chiaro: ha 23 anni, non è considerato un titolare inamovibile e di strada deve farne, ma Ali ha il senso del suo calcio nel diminutivo. Sa volare. Con lui in campo, la produzione offensiva aumenta in termini di imprevedibilità, pericolosità, occasioni, tiri e gol: dopo cinque partite in blues con i Fab Four, venerdì è arrivata una scarica di rock. Tre, dicevamo, le reti realizzate in Serie A in dieci presenze: con la Roma da subentrato, con il Toro e la Cremonese da titolare. La miglior media gol/minuti è un premio: è ovvio che non basta soffermarsi sui numeri e che bisogna analizzare tanti aspetti nella storia stagionale di un calciatore, ma il caso di Alisson è significativo. E il sospetto che i dati vadano oltre ogni ragionevole dubbio è davvero fondato. 

 


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