Dai weekend a Capri alla scuola calcio per i figli e il maneggio vicino casa: De Bruyne stregato da Napoli
Kevin De Bruyne, uno dei principi azzurri che insieme al re (Diego) hanno riempito di classe i cento anni di storia del club, si prepara a sfilare sulla passerella del centenario con la solita eleganza. Tradotto: il suo futuro sarà ancora il Napoli, a meno di clamorosi stravolgimenti che in questo momento non sono all’orizzonte. E così, si direbbe che il meglio deve ancora venire: ha giocato troppo poco e ha avuto troppa sfortuna nella sua prima stagione italiana dopo dieci anni di spettacolo al City. Ha pagato dazio, Kev, ma anche nel giorno in cui s’è piegato al dolore, in lacrime, è riuscito a riempire di significati e dignità l’uscita di scena: s’è infortunato segnando il gol dell’1-0 con l’Inter su rigore. Quando si dice un predestinato, un giocatore speciale. Era il 25 ottobre. Qualche giorno dopo si sottopose a un intervento in Belgio, il secondo in pochi anni alla coscia destra: lesione davvero importante al bicipite femorale, tempi lunghi e nuvoloni neri all’orizzonte. In tanti, tantissimi, hanno pensato che non sarebbe mai più rientrato: qualcuno in assoluto, altri con il Napoli. E molti erano convinti che una volta a Castel Volturno avrebbe trascorso le giornate a inseguire vanamente una condizione irraggiungibile.
Nella storia
Era il 23 febbraio: il 6 marzo era già in campo e dal 20 marzo non è mai più uscito dalla formazione titolare. Nel frattempo, con la prima rete su azione nel Napoli e l’invito a McTominay contro la Cremonese, ha trovato anche il tempo di diventare il secondo centrocampista della storia a segnare almeno 100 gol nei cinque campionati top d’Europa dopo Reus, nonché il secondo giocatore dopo Messi a raggiungere almeno 100 gol e 150 assist (155 per la precisione). Non esattamente un pensionato. E sia chiaro: da giugno non cercatelo, sarà impegnato in America nel quarto Mondiale della sua carriera. A 35 anni.
La Champions League e il futuro
Sabato al Sinigaglia toccherà ancora a lui danzare in tandem con Alisson alle spalle di Hojlund: nel 3-4-2-1, Conte lo schiera da trequartista sia con i Fab Four sia con il brasiliano e senza Anguissa. Sarà la prima sfida stagionale contro il Com o , visto che sia all’andata sia nei quarti di Coppa Italia al Maradona era infortunato, e di conseguenza anche la prima contro Fabregas in Italia. Ma questa è un’altra storia. Al di là dei traguardi personali, c’è una missione da completare: conquistare gli ultimi punti che valgono la qualificazione in Champions. Un real teatro di corte che in questa stagione De Bruyne ha frequentato troppo poco.
La famiglia e l'amore per Napoli
Altro giro, altra corsa azzurra. Napoli nel futuro. Napoli che pian piano sta vivendo con maggiore intensità (nel weekend è stato a Capri): anche in questo caso, beh, non aveva avuto il tempo. La sua famiglia è rimasta a Varcaturo, il comune del litorale flegreo-domizio a due passi dalla città e dal centro sportivo, anche durante la lunga riabilitazione di Kevin ad Anversa. I figli maschi Mason e Rome frequentano una scuola calcio locale, la Real Casarea, dove De Bruyne è di casa: da perfetto e normalissimo padre li accompagna ad allenarsi e resta a fare il tifo. La piccola Suri, invece, va a cavallo in un maneggio vicino casa, è una baby amazzone, e mamma e papà vanno a vedere anche lei: una bella famiglia fiammingo-napoletana.
