Napoli, la Champions e poi le scelte: con De Laurentiis questione di feeling

Dopo la qualificazione aritmetica per l'Europa dei big, che può arrivare contro il Bologna, tecnico e presidente si incontreranno per definire il futuro: i dettagli
Fabio Mandarini
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Bologna è una regola. Va avanti così da sei mesi: ogni volta che il Napoli ha dovuto affrontare un momento decisivo - nel bene e nel male - c’era di mezzo una partita con la squadra di Italiano. Strano? Assolutamente vero: a novembre, fu proprio la sconfitta al Dall’Ara ad aprire una crisi senza precedenti culminata poi con il ritorno al 3-4-2-1 e a una nuova serie di successi e ambizioni; a dicembre, invece, Conte e i suoi conquistarono la Supercoppa, il secondo titolo del 2025 dopo lo scudetto, battendo il Bologna nella finale di Riyadh; e ora, cioè domani, se arriverà una vittoria la qualificazione in Champions diventerà aritmetica e di conseguenza De Laurentiis e Antonio potranno definire i piani per il futuro. Diradando le nebbie dell’incertezza che da un mesetto avvolgono la panchina.

Conte e De Laurentiis, questione di feeling

La regola del Bologna, nel frattempo, continua a funzionare con sistematica precisione: arriva il momento dell’incrocio e le stelle si mettono a giocare con il presente e il futuro del Napoli. Quest’anno il bilancio è in perfetta parità, 1-1: vittoria di Italiano all’andata e vittoria di Conte in coppa. Ognuno s’è sempre giocato qualcosa nei due precedenti, mentre stavolta gli affari più intriganti riguardano soltanto l’allenatore con la giacca azzurra. Un aspetto in comune, però, resiste: non è mica certo che proseguiranno i progetti inaugurati insieme, cioè parallelamente, nell’estate 2024. Questione di feeling, nel caso specifico del Napoli. Di sintonia, per citare Conte: «Ho tre anni di contratto e la voglia di continuare. Qui mi trovo benissimo. Ma se non dovesse più esserci sintonia o non dovessimo più vedere le cose alla stessa maniera, allora saluterò con grande affetto», disse in occasione della partita con il Lecce al Maradona. Non è un mistero che l’obiettivo del club, dopo due mercati estremamente ricchi, sia abbattere il tetto ingaggi di una cinquantina di milioni, tornando a puntare su giovani di talento ma anche di prospettiva.

Le critiche al suo Napoli e la questione della Nazionale

Antonio, in questo momento, è abbastanza infastidito da certi bilanci: non comprende le critiche relative a una stagione piena di difficoltà conclusa con la conquista della Supercoppa, una qualificazione in Champions ormai ufficiosa e l’eventuale secondo posto alle spalle dell’Inter. La sua lettura è questa. A Parma, poi, ha chiarito anche la questione della Nazionale e ora non resta che capire cosa accadrà una volta messo in tasca il pass internazionale, l’obiettivo minimo ormai a un millimetro: «Più si sta zitti e meglio è fin quando non finisce il campionato. Poi dietro le quinte ci si può incontrare e si possono fare mille cose», precisò dopo la sfida con la Lazio. Un discorso che non fa una piega, anzi molto realistico, che ovviamente ha moltiplicato la curiosità sull’esito. Sulla possibilità di un Conte ter, una terza stagione, come da contratto: nella sua carriera di allenatore è accaduto soltanto una volta, con la Juve, dal 2011 al 2014.

Contro il Bologna la prima vittoria in azzurro

Attendere, prego. E soprattutto giocare: battere il Bologna non è mica scontato, non lo è mai stato negli ultimi due campionati. L’unica vittoria, a fronte di un pareggio e una sconfitta, è arrivata il 25 agosto 2024, 3-0. Nel giorno del debutto di Conte al Maradona in Serie A: fu il primo successo della sua storia con il Napoli. La regola bolognese: solo partite che contano.


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