Napoli, si decide il futuro di Conte: dall’incontro con De Laurentiis all’ombra di Sarri

L’ingresso in Champions è a un passo e si avvicina l’incontro DeLa-Antonio: il club punterà sui giovani e ad abbattere il tetto ingaggi
Fabio Mandarini
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Il Napoli è a tre punti dalla Champions e a pochi passi dal futuro: se lunedì riuscirà a battere il Bologna al Maradona brinderà alla qualificazione e un attimo dopo De Laurentiis si dedicherà alla pianificazione della prossima stagione affrontando con Conte l’ormai famoso discorso della sintonia: se la visione sarà ancora comune sotto il profilo del mercato e della gestione complessiva andranno avanti insieme, altrimenti si saluteranno. Semplice, vero? Il tecnico ha un altro anno di contratto, la scadenza è 2027, ma l’incertezza dell’ultimo periodo accesa dal fallimento Nazionale e alimentata da un paio di dichiarazioni del presidente in California hanno innescato il gioco delle riflessioni. Esempio pratico: se le strade di Conte e del Napoli si separeranno, l’idea del ritorno di Sarri piace a tutti. Certo, bisognerà vedere se piacerà a Lotito considerando che Maurizio ha un contratto fino al 2028, ma le ombre del mercato sono come quelle cinesi: proiettano immagini.

 

 

La scossa e il futuro

Conte muove tanto e può smuovere tutto tipo il Go Down, il celebre gioco degli Anni 80: tocchi una panchina e parte un domino rally. Togli qua e metti là. Dall’Italia in giù: tra i candidati, una volta definito il quadro federale, ci potrebbe finire anche Antonio. Sì. Ma non solo: Allegri è un altro totem del nostro calcio, scontato pensare a lui tinto d’azzurro nazionale. E il Milan? Se finisse con Max ci sarebbe da riflettere: magari un pensierino proprio su Conte o su Italiano, che piace da sempre al Diavolo e che è in attesa di ragionare con il Bologna sul futuro. Incertezze ovunque. Anche a Bergamo e Firenze: Dea e Viola vorrebbero proseguire con Palladino e Vanoli, ma se il banco dovesse saltare allora ancora Italiano potrebbe diventare l’ombra cinese di Bergamo e Grosso quella di Firenze. Quanti “se”, troppi “ma”. Calma: vedi Napoli e poi Conte.

Le nuove soglie 

Si incontreranno presto, dicevamo. E parleranno di ieri, oggi e futuro per testare la sintonia tra il piano del club e quello dell’allenatore. Il tempo di mettere le mani sulla Champions: è solo questione di giorni. Questione di feeling e di piani da analizzare dopo il ritorno nell’Europa d’élite. L’obiettivo minimo stagionale ma anche il massimo societario per un club che si autofinanzia e che sta ancora affrontando gli effetti di due mercati ricchi. Il primo, coinciso con l’arrivo di Conte dopo il decimo posto e l’esclusione dall’Europa, addirittura senza il sostegno degli introiti internazionali. Le conseguenze inevitabili sono due, l’una l’effetto dell’altra: dopo aver toccato vette altissime, l’obiettivo del Napoli è abbattere il monte ingaggi di una cinquantina di milioni; dopo l’affascinante parentesi aperta dai campioni ultra trentenni, gli investimenti saranno mirati e orientati soprattutto sui giovani di talento, calciatori in ascesa con prospettive sul mercato come ai tempi fu con Osimhen e Kvara (ma colpi così son una tantum, sia chiaro). Qualche big andrà via, a cominciare da Lukaku (ancora un anno di contratto a più di 8 milioni) e Juan Jesus (a zero). E potrebbero non essere i soli se con Anguissa la storia finirà. E maxi investimenti come Lucca e Lang, al rientro dai prestiti al Nottingham e al Galatasaray, andranno rivalutati in qualche modo: 65 milioni in due, 2 gol in due in cinque mesi.

 


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