Conte, addio al Napoli senza buonuscita: tutti i dettagli del patto con De Laurentiis
Se non pioverà dal cielo un altro colpo di scena da film e sarà addio, con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto, Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis si lasceranno con una stretta di mano. Da grandi amici quali sono, nel nome del patto d’onore siglato con un’altra stretta di mano due estati fa. Cose d’altri tempi tra due uomini che al di là del calcio condividono la vita: se uno dei due o entrambi avessero un giorno ritenuto di non proseguire fianco a fianco, per un motivo o per un altro ritenuto ragionevole e affrontato con il consueto rispetto reciproco, ognuno avrebbe messo da parte le pretese legate ai rispettivi diritti. Affetto, sentimenti, famiglie: la base del loro legame è molto più ampia di uno stadio. È calda come una casa in cui le signore Elisabetta e Jacqueline sono legatissime così come figli e nipoti. In altri termini, se tra una settimana le strade del Napoli e dell’allenatore del quarto scudetto e della terza Supercoppa si separeranno, come sembra cogliendo gli indizi seminati dal discorso di Pisa, Conte rinuncerà ai privilegi economici previsti dall’ultimo anno del rapporto contrattuale. Non servirà un accordo, una transazione o una buonuscita per colmare il vuoto di un ultimo anno di ingaggio. Un ingaggio importante.
Conte e il destino
Conte e il Napoli si sono trovati il 5 giugno 2024, siglando un accordo fino al 30 giugno 2027, e potrebbero godersi l’ultimo giro di valzer domenica sera al Maradona, dopo la partita con l’Udinese che calerà il sipario sul campionato. Dopo 718 giorni d’amore e qualche tormento tipico delle storie forti e vere e in occasione del 77° compleanno di De Laurentiis. Tra l’altro, a quanto pare, lo festeggeranno insieme a Ischia: ma questa è un’altra storia. Anzi, la solita. Tradizionale, almeno per Conte, sarebbe anche quella che lui stesso ha definito la ciliegina: il secondo posto. Manca un punto: Milan e Roma sono a -3, le altre non fanno più a tempo.
I sentimenti
Da Napoli-Modena, trentaduesimi di Coppa Italia giocati il 10 agosto 2024 al Maradona, Conte ha diretto il Napoli 90 volte: 75 volte in Serie A, con la media di 2,07 punti a partita; 8 in Champions; 2 in Supercoppa italiana; 5 in Coppa Italia. Con quella di domenica farà 91. In due stagioni quasi complete ha conquistato lo scudetto 2024-2025 e la Supercoppa 2025 a Riyadh, battendo il Milan in semifinale e il Bologna in finale. Un’accoppiata riuscita prima soltanto con Diego. Da lunedì, se l’addio sarà confermato, comincerà inevitabilmente un toto Conte: dalla Nazionale al gioco degli incastri delle grandi agitate, a partire dalla Juventus, Antonio diventerebbe inevitabilmente un uomo mercato considerando che si tratta di uno degli allenatori più vincenti d’Italia. Il dominatore degli ultimi sedici anni di calcio italiano insieme con Allegri. A suo tempo. E magari quando il cuore sarà più leggero: ora è un momento intenso, di Napoli, della città, sono davvero innamorati tanto lui quanto la sua famiglia. Se addio sarà, non sarà facile. Per niente.
