Napoli, uno tra Allegri e Italiano come erede di Conte: De Laurentiis è combattuto tra due pallini 

Ieri vertice di sei ore tra il patron, l’ad Chiavelli e il ds Manna per decidere il nuovo allenatore. Nella scelta pesa il flop Milan
Fabio Mandarini
5 min

Il Napoli diviso tra Vincenzo Italiano e Massimiliano Allegri. In rigoroso ordine alfabetico: è la formula migliore, considerando che ieri non sono bastate sei ore di riunione fiume per stabilire con certezza quale profilo catapultare dal mondo delle idee a quello reale, consegnandogli la panchina e l’eredità di Conte. La storia non è lontana dalla conclusione, questa sembra una certezza fondata sulla necessità: la prossima settimana, infatti, De Laurentiis volerà negli Stati Uniti, dove per tre settimane respirerà l’aria di Los Angeles e del Mondiale, e l’idea plausibile è che prima di saltare su un aereo vorrà infilare in valigia anche il programma della nuova squadra. Che ovviamente non può prescindere dall’allenatore.

 

 

Le riflessioni di De Laurentiis

Il dato interessante del lunghissimo vertice andato in scena a Napoli, nel solito hotel di corso Vittorio Emanuele , è che le candidature di Vincenzo, 48 anni, e Max, 58 anni, sono state confermate dopo una scrematura di un mese che ha compreso anche un sondaggio con Thiago Motta qualche giorno fa. Quanto è accaduto al Milan nelle ultime ore, tra la sconfitta con il Cagliari a San Siro, l’uscita dalla griglia per andare in Champions e l’epurazione operata da Cardinale, ha poi indotto De Laurentiis a una serie di riflessioni su Allegri. Il presidente vuole pensare bene, analizzare profondamente ogni aspetto e superare ogni tipo di perplessità prima di scegliere: la storia e il valore di Max non sono in discussione, parliamo dell’uomo che insieme con Conte ha dominato a suon di vittorie gli ultimi quindici anni del calcio italiano e che in carriera ha disputato due finali di Champions, ma l’epilogo della stagione appena conclusa ha evidentemente avuto un peso sulle valutazioni del presidente. Già un anno fa, tra l’altro, Allegri fu a un passo dal prendere il posto di Conte dopo lo scudetto, ma poi Antonio decise di proseguire e tutto sfumò all’ultima curva. Questa volta la panchina è liberissima.

Lo specialista

Max gode di stima datata da parte di Aurelio e con il ds Manna ha un rapporto intenso sin dai tempi della Juve, ma anche l’altro candidato è da anni nei pensieri del presidente. Almeno cinque: fu proprio De Laurentiis a raccontare di essere personalmente andato a complimentarsi con Italiano, in occasione della sua prima vittoria al Maradona contro il Napoli . Era il 2021: all’epoca era l’allenatore dello Spezia e da quel giorno sono stati altri due i successi a Fuorigrotta e almeno un paio le occasioni in cui è stato seriamente vicino ad allenare il Napoli. Questa è la terza: corsi e ricorsi, il tempo passa e certe cose invece mai. Ma Italiano è un allenatore sicuramente diverso da quello che cinque anni fa si affacciava alla Serie A: ha scalato le colline, giocato in Champions e infiammato piazze importanti come Firenze la Viola e Bologna la Dotta (a cui è legato da un altro anno di contratto). S’è migliorato attraverso il gioco stagione dopo stagione. E ha disputato cinque finali in quattro anni: tre con la Fiorentina, due di Conference e una di Coppa Italia; e due con il Bologna, una di Coppa Italia battendo il Milan e l’ultima di Supercoppa Italiana proprio contro il Napoli. Ora ne sta giocando un’altra: con Allegri. Arbitra il Napoli.

 


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