Roma, tanta Joya ma a Mourinho non basta

Le parole dell'allenatore giallorosso dopo il successo in coppa sono un messaggio: in troppi stanno giocando sotto il loro standard
Mourinho, 106 partite vinte© LAPRESSE
4 min
Roberto Maida
TagsRomaMourinho

ROMA - Bisogna saper guardare dentro alle partite, a prescindere dal risultato. La Roma non è stata brillante a Empoli e non è stata feroce contro l’Hjk. Alla fine ha vinto entrambe le volte, allontanando le folate di disagio che si erano manifestate nella settimana precedente, ma non ha risolto tutti i problemi né cancellato le perplessità. Per questo José Mourinho, con il solito pragmatismo, ha espresso le sue rimostranze sull’atteggiamento della squadra, che ancora denuncia enormi difficoltà nella costruzione del gioco e nell’efficienza realizzativa. Se non fosse entrato Dybala, la Roma avrebbe faticato a battere anche una piccola squadra finlandese ridotta in dieci uomini dal quarto d’ora del primo tempo.

L'impegno

La Dypendenza è un fattore quasi acclarato. Da un lato premia lo sforzo dei Friedkin, che hanno portato alla Roma il miglior calciatore dai tempi di Totti. Ma dall’altro stimola una serie di interrogativi: come mai gli altri campioni non sono ancora riusciti a sprigionare il loro potenziale? Abraham ad esempio ha segnato 2 gol che aggiungono 3 punti alla classifica (+1 a Torino e +2 a Empoli) ma deve molto se non tutto a Paolino, come lo chiama l’allenatore, che gli ha sistemato davanti al naso due assist impossibili da sprecare. Per il resto ha giocato quasi sempre male. Pellegrini, il capitano ideale di Mourinho, si è sbloccato in coppa con uno strano gol di petto ma è ancora indietro nel rendimento rispetto ai livelli (stellari) della passata stagione, celebrata giovedì anche dall’Uefa con il premio di miglior giocatore della scorsa Conference. E Zaniolo è mancato molto nelle tre settimane abbondanti in cui si è dovuto fermare, anche perché ha obbligato Mourinho a schierare un centrocampo disomogeneo: Cristante e Matic, per stessa ammissione dell’allenatore, non sono mediani compatibili. 

L'avviso a Belotti

Il rimprovero pubblico a Belotti, che si sarebbe fatto contagiare dalla «malattia» (sic) dei colpi di tacco invece di dedicarsi ai gol battaglieri, per così dire, che sono il pezzo forte del suo repertorio, vale per tutti. Non era indirizzato all’ultimo arrivato che tra l’altro, anche prima di segnare, era stato tra i migliori in campo. E anche sul 3-0, al minuto 88, è andato a rincorrere un avversario fino alla linea laterale. Belotti per indole incarna anzi le qualità che piacciono a Mourinho. Ma l’allenatore ha voluto mandare un messaggio generico ai «talenti che devono essere più cattivi» sotto porta.  

La richiesta di Mourinho

Nel frattempo Mourinho vorrebbe un difensore da pescare tra gli svincolati, per rinforzare un reparto che ha gli uomini contati (in Europa League ha giocato come centrale Viña). Sono reali i contatti con Nikola Maksimovic, il mancino serbo che nell’ultima stagione ha giocato nel Genoa. E che sta ancora aspettando la chiamata della Roma. Ma Tiago Pinto ha ribadito anche ieri, in occasione della conferenza di Mady Camara, che «questa sarà l’ultima presentazione di un nuovo calciatore». E a proposito: Camara per il momento non viene considerato nelle rotazioni. Chissà se dopo la sosta, con una condizione atletica migliore, saprà guadagnarsi un po’ di spazio. Di sicuro il recupero di Wijnaldum diventa indispensabile per le ambizioni a medio termine: Mourinho fin qui ha utilizzato solo 15 titolari, il numero più basso dell’intera serie A.


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