Roma, De Rossi già insegue un record che resiste da 95 anni

L’allenatore, subentrato in corsa a Mourinho, vede già un traguardo suggestivo davanti agli occhi
Roberto Maida

Novantacinque anni fa un allenatore subentrato, l'inglese Herbert Burgess, cominciò il percorso nella Roma con tre vittorie nelle prime tre partite. Da allora - primo campionato di Serie A a girone unico - non c'è più riuscito nessuno. Quindi Daniele De Rossi vede già un traguardo suggestivo davanti agli occhi: eguagliare un record antico quanto resistente all'usura del tempo. Naturalmente non sarà questo il primo pensiero che attraverserà la sua mente quando uscirà dal sottopassaggio e incrocerà il vecchio maestro Ranieri che, in questa speciale classifica, nel 2009 si fermò a due vittorie per poi fermarsi al terzo step. A De Rossi in questo momento interessa soprattutto consolidare le ambizioni da Champions League della squadra ereditata tre settimane fa da Mourinho. Magari con l'aiuto degli ultimi arrivati, Angeliño e Baldanzi: "Riassumendo in una parola cosa mi aspetto da loro, dico che porteranno qualità. Sono bravi con i piedi, con il passo, con i movimenti senza palla. Servirà un po' di tempo perché si inseriscano ma i primi giorni sono stati ottimi anche nell'interazione con i nuovi compagni". Il processo, soprattutto per Angeliño che dovrebbe infatti debuttare dal primo minuto, è stato agevolato da un'intera settimana di allenamenti: "Lavorare senza impegni infrasettimanali è tanta roba per un allenatore anche se l'obiettivo della Roma dev'essere andare avanti anche in Europa. I ragazzi hanno spinto tanto sia di testa che di gambe. Abbiamo lavorato sui nostri concetti e sulla condizione atletica, quindi siamo molto soddisfatti". 

De Rossi, le scelte 

De Rossi ha l'aria concentrata e severa nei suoi 12 minuti scarsi di conferenza a Trigoria. Non vuole dilungarsi in chiacchiere, semmai gli interessa chiarire i motivi delle esclusioni di Kristensen e Huijsen dalla lista Uefa: "Ho dovuto scegliere in base ai tre cambi possibili. Mi servivano due chance in tutti i ruoli. Restano fuori dei giocatori forti che però sono importantissimi e continueranno ad avere spazio in campionato".

I recuperi di Renato Sanches e Smalling 

 L'ideale sarebbe recuperare in fretta anche Renato Sanches e Smalling. Il primo torna oggi in panchina dopo oltre un mese: "Ma anche Chris è vicino al rientro. Lo troveremo tra i convocati per la prossima contro l'Inter o per quella dopo contro il Feyenoord. Renato è sicuramente più avanti, si è allenato quasi tutta la settimana con noi perché ha completato la convalescenza. Dobbiamo stare attenti con lui, perché ha avuto tanti problemi nell'ultimo anno. Non so cosa gli sia successo in passato. Di sicuro non era felice quando l'ho incontrato per gli infortuni che ha avuto ma io ho trovato una persona disponibile. Un allenatore poi dev'essere capace di toccare i tasti giusti. Non solo con Renato, ovviamente". 


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Il pensiero su Ranieri 

A Ranieri, De Rossi è legato da un affetto profondo: "Abbiamo un legame forte, con lui ho vissuto i momenti più emozionanti della carriera: lo scudetto sfiorato e l'addio alla squadra del cuore. E poi parlargli è sempre un arricchimento. Spero di vincere io stavolta, a differenza di quanto è successo lo scorso anno in Serie B...". E qui gli scappa un sorriso, uno dei pochi della mattinata. L'altro, l'ultimo prima di spostarsi di qualche metro e assistere alla partita della Primavera, è riservato a Paulo Dybala: "Ho giocato vent'anni con Totti. Con campioni del genere devi solo lasciare che segua l'istinto. Dybala in campo deve poter fare quello che gli pare. Sono gli altri poi a doversi adeguare. Un talento come Paulo va solo sfruttato". 


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Novantacinque anni fa un allenatore subentrato, l'inglese Herbert Burgess, cominciò il percorso nella Roma con tre vittorie nelle prime tre partite. Da allora - primo campionato di Serie A a girone unico - non c'è più riuscito nessuno. Quindi Daniele De Rossi vede già un traguardo suggestivo davanti agli occhi: eguagliare un record antico quanto resistente all'usura del tempo. Naturalmente non sarà questo il primo pensiero che attraverserà la sua mente quando uscirà dal sottopassaggio e incrocerà il vecchio maestro Ranieri che, in questa speciale classifica, nel 2009 si fermò a due vittorie per poi fermarsi al terzo step. A De Rossi in questo momento interessa soprattutto consolidare le ambizioni da Champions League della squadra ereditata tre settimane fa da Mourinho. Magari con l'aiuto degli ultimi arrivati, Angeliño e Baldanzi: "Riassumendo in una parola cosa mi aspetto da loro, dico che porteranno qualità. Sono bravi con i piedi, con il passo, con i movimenti senza palla. Servirà un po' di tempo perché si inseriscano ma i primi giorni sono stati ottimi anche nell'interazione con i nuovi compagni". Il processo, soprattutto per Angeliño che dovrebbe infatti debuttare dal primo minuto, è stato agevolato da un'intera settimana di allenamenti: "Lavorare senza impegni infrasettimanali è tanta roba per un allenatore anche se l'obiettivo della Roma dev'essere andare avanti anche in Europa. I ragazzi hanno spinto tanto sia di testa che di gambe. Abbiamo lavorato sui nostri concetti e sulla condizione atletica, quindi siamo molto soddisfatti". 

De Rossi, le scelte 

De Rossi ha l'aria concentrata e severa nei suoi 12 minuti scarsi di conferenza a Trigoria. Non vuole dilungarsi in chiacchiere, semmai gli interessa chiarire i motivi delle esclusioni di Kristensen e Huijsen dalla lista Uefa: "Ho dovuto scegliere in base ai tre cambi possibili. Mi servivano due chance in tutti i ruoli. Restano fuori dei giocatori forti che però sono importantissimi e continueranno ad avere spazio in campionato".

I recuperi di Renato Sanches e Smalling 

 L'ideale sarebbe recuperare in fretta anche Renato Sanches e Smalling. Il primo torna oggi in panchina dopo oltre un mese: "Ma anche Chris è vicino al rientro. Lo troveremo tra i convocati per la prossima contro l'Inter o per quella dopo contro il Feyenoord. Renato è sicuramente più avanti, si è allenato quasi tutta la settimana con noi perché ha completato la convalescenza. Dobbiamo stare attenti con lui, perché ha avuto tanti problemi nell'ultimo anno. Non so cosa gli sia successo in passato. Di sicuro non era felice quando l'ho incontrato per gli infortuni che ha avuto ma io ho trovato una persona disponibile. Un allenatore poi dev'essere capace di toccare i tasti giusti. Non solo con Renato, ovviamente". 


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