Roma ko col Torino senza quasi mai tirare: perché tornano in mente le richieste di Gasperini© LAPRESSE

Roma ko col Torino senza quasi mai tirare: perché tornano in mente le richieste di Gasperini

Il tecnico, tutta l'estate, aveva invocato qualità e fantasia in attacco: 22 conclusioni, tutte lontano dalla porta. All'Olimpico, contro la squadra di Baroni che vince grazie a un gran gol di Simeone, si è capito perché
Chiara Zucchelli
4 min

Tutti i torti Gian Piero Gasperini non li aveva. Alla Roma mancava, e manca, qualità in attacco. Lasciati Pellegrini e Dovbyk 90' in panchina, con Bailey ancora fuori e mai visto, non bastano Dybala, Soulé, Ferguson, El Aynaoui, El Shaarawy, Baldanzi e Pisilli per mettere paura al concreto Torino di Baroni. I granata fanno la loro partita: partecipano volentieri ai ritmi blandi imposti dalla Roma e nel secondo tempo concretizzano l'unica vera occasione con Simeone. La Roma, quindi, perde 1-0 in casa dopo le prime due vittorie contro Bologna e Pisa. È ancora la squadra quadrata vista in questo 2025 - infatti rischia poco - ma davanti proprio non riesce ad essere concreta, frizzante, divertente. Non mette paura, mai, al Toro e allora tornano davvero in mente le parole di Gasperini che, per tutta l'estate, pubblicamente e privatamente aveva chiesto qualcosa di concreto in attacco. Ovviamente il tecnico ci mette anche del suo, visto che nessuna scelta fatta paga: non premia Dybala centravanti titolare, con due punte di ruolo in panchina; non premia la scelta di inserire El Aynaoui, che fatica a trovare spazio e si fa imbrigliare bene da Casadei; non paga, neppure, la scelta di mettere Baldanzi all'inizio del secondo tempo, anche se Dybala aveva avuto un problema, ma l'ex Empoli è un giocatore che fino a un paio di settimane fa era fuori dal progetto tanto da non essere inserito in lista Uefa. L'Olimpico sembra un teatro: Curva Sud a parte, il resto dello stadio non è neppure lontano parente di quello di tre settimane fa contro il Bologna.

 

Roma, che sonno sul gol di Simeone

Sarà il caldo (giocare alle 12.30 a metà settembre a Roma è oggettivamente pesante), sarà che Baroni mette davvero bene il Toro in campo, sarà che Koné si addormenta quando non deve, ma il gol di Simeone, che segna al 59', era già nell'aria da qualche minuto. Non che i granata avessero fatto faville fino a quel momento, ma il calcio spesso è semplice: attaccante vero, lasciato libero, tiro (bellissimo) e gol. Fine. L'argentino, ex Napoli, esulta sotto al settore ospiti, Baroni si sbraccia in panchina e quando, poco dopo, il Toro sbaglia un pallone facile a metà campo si imbestialisce. Chiede ai suoi coraggio e cattiveria, tutto quello che alla Roma manca.

La Roma, il derby e le richieste di Gasperini

Tenuta in piedi da qualche parata di Svilar, la squadra di Gasperini non riesce ad incidere mai, neppure negli 8' di recupero. Gli ingressi di El Shaarawy e Celik non danno linfa (anche se il primo, almeno, tira in porta), Soulé, stremato, è l'ultimo ad arrendersi, Pisilli ci prova di testa, non la specialità della casa, Baldanzi sbaglia tutto quello che può. Si salvano i difensori, N'Dicka e Svilar su tutti, e poco altro. Evidentemente Gasperini tutti i torti non li aveva: alla Roma serviva - e serve - qualità in attacco. Tra una settimana, sempre alle 12.30, c'è il derby. 


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