Compleanno Totti: come e dove festeggia. E una domanda: perché il 27 settembre è virale "Buona Natale?"
Ogni anno - l'algoritmo può confermare - entra in tendenza sui motori di ricerca la frase: "Buon Natale". Quando? Il 25 dicembre, ovviamente. Ma anche il 27 settembre. Il motivo: da anni i romanisti, almeno quelli non giovanissimi, indicano nel giorno di nascita di Francesco Totti il compleanno di una divinità. Sacro e profano, nell'ordine che si preferisce. Totti è nato a Roma (e dove, sennò?) il 27 settembre 1976. Oggi compie 49 anni e festeggia a Londra con la compagna Noemi Bocchi e la famiglia. Ieri sera cena in un ristorante italiano ("Osteria romana"), brindisi a mezzanotte e poi a letto. Totti, d'altronde, è così. Gli piacciono le feste semplici anche se per i 40 affittò il castello di Tor Crescenza. Ma questa è un'altra storia e quella era un'altra vita.
Totti, la frase sul Natale e i rapporti con la Roma
Natale, dicevamo. Ogni anno torna in tendenza il 27 settembre sui motori di ricerca perché ai romanisti piace farsi gli auguri così, in questa data, celebrando il compleanno di un giocatore che ha cambiato la storia della Roma e di Roma. Tanto che c'è chi (scherzando?) vorrebbe proporre di intitolare a lui la fermata della metro che nascerà a Porta Metronia, il quartiere dove Francesco è nato e cresciuto, prima di trasferirsi a Casal Palocco e poi al Torrino. Oggi Francesco ha stravolto tutto, abita nella zona Nord della città, a due passi da quello stadio Olimpico che per 25 anni è stato casa sua. A Trigoria non torna più, quando ci giocava suo figlio lo aspettava fuori il centro sportivo: troppo forti i ricordi, troppo forte la malinconia e troppo forte anche la delusione per come è finita. Totti non gioca più dal 2017 e non è più nella Roma dal 2019. Anche allo stadio, ormai, va pochissimo e magari sarà lui a spiegare un giorno perché. I figli maggiori, invece, Cristian e Chanel, ogni tanto si vedono sugli spalti. Per loro la Roma va anche oltre il papà, che pure ne è stato re, simbolo. Storia. Una storia che nessuna presidenza può cancellare: ci ha provato Pallotta, con i suoi collaboratori, gli è andata malissimo. Non lo hanno mai fatto i Friedkin, nonostante non si sia (ancora?) mai trovata la quadratura del cerchio per lavorare di nuovo insieme. Ma, al contrario di chi li ha preceduti, Dan e Ryan hanno sempre mostrato un enorme rispetto per Totti. Rispettare lui significa rispettare la società. E visto che tra un anno e mezzo la Roma compie 100 anni è impensabile che Totti, in un modo o nell'altro, non riallacci i fili con l'amore di una vita. Quello sì che sarebbe un regalo per tutti i tifosi, altro che Natale.
