Roma, calendario amico: si respira, cosa ha in mente Gasperini

Il tour de force di gennaio (col mercato aperto) è finito: il piano prima dell’Europa
Giorgio Marota

ROMA - Quel pareggio in terra greca, conquistato eroicamente sotto di un uomo e pure di un gol, potrebbe assumere con il senno del poi le sembianze di un risultato benedetto. Basta osservare l’infermeria ancora piena, e abbinarla all’esigenza di riassemblare la Roma dato l’arrivo di qualche volto nuovo, per rendersi conto che giocare due partite in meno a febbraio potrebbe aiutare e non poco il percorso della squadra. Gasperini, dopo la partita contro l’Udinese, ha parlato dell’importanza di prevenire gli infortuni con un numero così elevato di impegni, un freno autentico che in questa stagione sta condizionando il lavoro di tanti allenatori. Prima del Panathinaikos, però, aveva pure fatto capire che l’eventuale playoff non sarebbe stato un intoppo insormontabile. Dopotutto, «siamo cresciuti giocando tanto e stare in campo aiuta a migliorare». Sono vere entrambe le prospettive: quella conservatrice (meno impegni, meno rischi) e quella propositiva (più si gioca, più si compiono progressi).


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Roma, gli impegni

Ottenuto il passaggio del turno grazie al gol di Ziolkowski, comunque, alla Roma resta soltanto da percorrere la prima via. Quella della gestione. Febbraio, infatti, si rivelerà un mese particolarmente leggero. Dopo il ko di Udine, i giallorossi torneranno in campo lunedì prossimo all’Olimpico contro il Cagliari (ore 20.45), poi avranno altri sei giorni per prepararsi allo scontro diretto del 15 al Maradona contro il Napoli di Conte (sempre 20.45) e ulteriori sette prima di affrontare la Cremonese, ancora in serale, domenica 22 in casa. Il match seguente, Roma-Juve, si disputerà addirittura a marzo, il primo del mese. E in seguito all’appuntamento coi bianconeri, la visita al Genoa dell’ex De Rossi avverrà il 7 oppure l’8 marzo (lo stabilirà la Lega). Quella stessa squadra che in meno di un mese, dal 3 gennaio a Bergamo al 2 febbraio a Udine, aveva disputato il dato record di nove partite tra campionato, Coppa Italia ed Europa League, si troverà ad affrontare, in un arco temporale simile, cioè 34 giorni, appena 5 partite, con la media di una ogni 6,8 giorni. Gasp potrà sfruttare questo periodo per allenare con maggiore tranquillità, testando le varie soluzioni e facendo passare schemi, movimenti e intese dalle prove sul campo (d’allenamento) con la possibilità di sbagliare. Un lusso dentro questo calendario così compresso. Ci saranno meno rotazioni, ovviamente, ma anche meno ansie nel fare a meno di qualche titolare come Koné o Dybala. Va da sé che i recuperi saranno gestiti senza forzare i tempi. In questo periodo la Roma potrà rimettersi in cammino e tentare di sfruttare anche i due scontri diretti (Napoli e Juve) per ristabilire le gerarchie di inizio stagione con le altre big. Dopo questo ciclo “soft” dal punto di vista dell’impegno fisico e mentale, torneranno gli impegni europei. Gli ottavi di Europa League sono calendarizzati al 12 e al 19 marzo (andata e ritorno). Gli eventuali quarti il 9 e il 16 aprile, le semifinali il 30 del mese e il 7 maggio, mentre la finalissima di Istanbul si giocherà il 20. La coppa, insomma, d’ora in avanti e nella migliore delle ipotesi sarà un impegno bimestrale, incastonato tra le ultime 15 giornate di Serie A. Sono due percorsi diversi che conducono entrambi in Champions.

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ROMA - Quel pareggio in terra greca, conquistato eroicamente sotto di un uomo e pure di un gol, potrebbe assumere con il senno del poi le sembianze di un risultato benedetto. Basta osservare l’infermeria ancora piena, e abbinarla all’esigenza di riassemblare la Roma dato l’arrivo di qualche volto nuovo, per rendersi conto che giocare due partite in meno a febbraio potrebbe aiutare e non poco il percorso della squadra. Gasperini, dopo la partita contro l’Udinese, ha parlato dell’importanza di prevenire gli infortuni con un numero così elevato di impegni, un freno autentico che in questa stagione sta condizionando il lavoro di tanti allenatori. Prima del Panathinaikos, però, aveva pure fatto capire che l’eventuale playoff non sarebbe stato un intoppo insormontabile. Dopotutto, «siamo cresciuti giocando tanto e stare in campo aiuta a migliorare». Sono vere entrambe le prospettive: quella conservatrice (meno impegni, meno rischi) e quella propositiva (più si gioca, più si compiono progressi).


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