Batistuta e la Serie A: "Il campionato più duro"
Sulle difficoltà della Serie A del passato, Batistuta non ha dubbi: "Era il campionato più duro. Era terribile, perché a quei tempi avevi una o due occasioni a partita. Non erano tante, dovevi prepararti tutta la vigilia solo per quell'occasione. Se capitava, dovevi essere pronto. Se la partita finiva 3-0, non ci credevi. Mi guardavo allo specchio e cercavo di capire quali erano i miei difetti. Il piede sinistro lo era, quindi cominciai ad attaccare di più il primo palo, pur amando attaccare di più il secondo palo".
I difensori migliori della Serie A dell'epoca secondo Batistuta
Batistuta ha avuto modo di affrontare anche difensori di assoluto livello in Serie A: "Quelli del Milan, Tassotti, Maldini, Baresi, Costacurta. Poi sono usciti i vari Cannavaro, Thuram, il Parma di Benarrivo, Buffon in porta. Era difficilissimo fare gol. Il calcio italiano era il migliore sotto il profilo difensivo, è un arte la difesa lì. Ma anche tanti attaccanti importanti, come Beppe Signori, Mancini, Vieri, così come lo stesso Weah, Boksic, abbiamo dimenticato Crespo. Penso che erano meglio gli attaccanti di allora, perché ora quando guardo una partita di calcio vedo tanti spazi, mentre all'epoca era durissima trovare quello spazio. Appena provavi a dribblare, ti colpivano alle caviglie e a me non piaceva molto tutto questo, soprattutto alle caviglie".
Batistuta: "Il miglior numero 9 oggi? Haaland mi ha sorpreso"
Non mancano gli attaccanti importanti nell'era moderna: "Molto dura. Potrei dire Mbappé, Lautaro Martinez, ma potrei dire Haaland. Segnano un sacco di gol, in ogni partita, ma segnano sempre. Non importa se non è una partita importante, segnano sempre. Difficile scegliere, perché poi guardi la squadra in cui giocano. Haaland mi ha sorpreso: perché gli dai tre palloni ed è sempre nella posizione giusta. Mi ha sorpreso, non gioca come me, ma ogni pallone è gol".
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