Caos Roma, Falcao punge i Friedkin: "La proprietà deve stare più vicina perché..."
ROMA - Dalla 'sua' Roma al 'suo' Brasile, allenato dal suo ex compagno Carlo Ancelotti. Sono tanto i temi che Paulo Roberto Falcao, ex campione della squadra giallorossa e della Seleçao, ha toccato in un'intevista all'Ansa in cui ha risposto anche alle domande sulle tensioni emerse nei giorni scorsi a Trigoria tra il dirigente Claudio Ranieri e il tecnico Gian Piero Gasperini (sulle quali è intervenuto anche l'ex capitano Francesco Totti).
Roma, Falcao 'punge' i Fredikin
Quanto ai problemi che assillano la Roma, pur ammettendo che è difficile seguire tutti gli sviluppi stando in Brasile, Falcao ha 'punto' i Friedkin invitandoli a stare più vicino possibile, anche fisicamente, alla squadra e ai tifosi: "Chi vive lontano da Roma ha il compito di scegliere la persona più adeguata per seguire la società, ma non basta. Deve anche andare allo stadio: se i tifosi lo vedono lo sentiranno più vicino a loro".
L'anedotto su Ancelotti nella stagione del secondo scudetto
L'ex centrocampista ha raccontato anche un aneddoto su Ancellotti, risalente al periodo in giocavano insieme nella Roma del secondo scudetto: "Quando sono arrivato in Italia, Carlo giocava davanti: il nostro attacco, era Bruno Conti a destra, Pruzzo al centro e Ancelotti sulla sinistra. Un giorno il mister Liedholm, dopo 6-8 partite, mi chiese un'opinione sulla squadra. Un fatto che mi onorò molto - ha sottolineato Falcao -. Io proposi un cambio per dare più forza al nostro contropiede. Bruno Conti era spesso un quarto a centrocampo. Pruzzo era fortissimo in area di rigore, era fantastico, uno dei migliori attaccanti che abbia mai visto. Ma non era velocissimo. Lo stesso Ancelotti. Allora proposi al mister di mettere Carlo a centrocampo con me e Agostino e davanti sulla fascia Roberto Scarnecchia, fortissimo fisicamente, con una grande falcata. Liedholm accettò e poi sapete tutti com'è finita".
Il pronostico sul Brasile ai Mondiali
Su Ancelotti poi Falcao punta come commissario tecnico della Seleçao: "Il Brasile vincerà il Mondiale: ha degli attaccanti fortissimi e in panchina c'è un ct con una marcia in più. La palla è rotonda, conteranno gli episodi. Anche la Germania, come l'Argentina e il Portogallo, hanno le loro chances. Ma Spagna e Francia hanno un solo vero vantaggio, anche rispetto al Brasile: sono squadre già pronte, già formate. Ma alla fine vinceremo noi".
Le parole dell'ex verdeoro su Neymar
L'ex numero 5 giallorosso ha detto la sua anche sul tema che sta spaccando il Brasile: la mancata convocazione di Neymar. Una vicenda su cui è intervenuto anche il presidente Lula, convinto che l'ex stella del Psg non possa essere chiamato in nazionale solo per il suo 'nome'. E l'ottavo re di Roma, ex stella della nazionale verdeoro, la pensa esattamente come lui e come Ancelotti: "Vedo che ora sta cercando di giocare ma sono due anni che non lo fa. A me è sempre piaciuto, è un giocatore diverso. Ma non basta dire che giocherà come ha fatto in passato per sostenere che deve andare al Mondiale. Penso che Carlo abbia fatto ciò che avrei fatto anche io: ha detto chiaro e tondo che Neymar deve dimostrargli che sta bene. Non dipende da Carlo, ma da lui, da Neymar. Se sta al 100% gioca. Ancelotti non è stupido. È intelligente. Chi ha vinto nel calcio è intelligente. In passato ha sempre dimostrato che adora i giocatori brasiliani. Ne ha allenati molti in Italia, nel Milan, come nel Real Madrid. E Neymar ha il potenziale di essere un giocatore di quel livello là. Speriamo che entro il 18 maggio, quando sarà pronta la lista, possa dimostrare il suo talento, possa meritarsi di andare al Mondiale come tutti gli altri".
L'endorsement di Falcao a Malagò per la corsa alla Figc
Nell'intervista poi il suo endorsement a Giovanni Malagò, candidato dai club di Serie A in vista delle elezioni per la presidente della Figc: "Lo conosco dai tempi della Roma, suo padre era consigliere della società. È una persona competente, un amico - ha detto Falcao parlando dell'ex presidente del Coni -, l'uomo giusto per far uscire il calcio italiano dalla crisi attuale".