Massara è ancora alla Roma ma parte già il casting dei ds: tre nomi in corsa (e un favorito)
A Trigoria l’aria è elettrica, densa, carica di attesa. Il futuro della Roma passa da una scrivania che oggi non ha ancora un padrone certo, ma è già al centro di manovre, riflessioni e tensioni. Chi costruirà la squadra della prossima stagione? La domanda rimbalza tra corridoi e telefoni bollenti, anche di tanti agenti e diesse, mentre il tempo stringe e le decisioni non possono più aspettare. Sul filo resta Massara, in bilico ma ancora operativo, con la professionalità di chi sa che il calcio non si ferma davanti alle incertezze. Eppure, le parole di Gasperini («con lui non c’è feeling») pesano come macigni. Un rapporto mai davvero decollato, una sintonia mai trovata: segnali che sembrano segnare un destino già scritto. Eppure Massara continua a lavorare, testa bassa, tra entrate e uscite, tra trattative e strategie, cercando di modellare una rosa compatibile con il calcio intenso e verticale del tecnico.
Il casting a Trigoria
Ma il vero tema è il domani. La corsa al nuovo direttore sportivo è partita e, al momento, ha due protagonisti chiari: Giovanni Manna e Cristiano Giuntoli. Più lontano Sean Sogliano. Un casting intrigante, con scenari molto diversi. Giuntoli è libero, senza vincoli contrattuali, ma con più tavoli aperti, anche oltre i confini italiani. Una figura di esperienza, corteggiata, abituata a costruire e vincere. Dall’altra parte c’è Manna, giovane ma già dentro le dinamiche dei grandi club, legato però da un contratto lungo e pesante fino al 2029. E qui entra in scena Aurelio De Laurentiis, che non ha alcuna intenzione di fare sconti: nessuna uscita gratuita. Difficile, certo, eppure per preferenze appare in pole. Intanto, prende quota una certezza: la Roma al momento non guarda all’estero. Gasp vuole un uomo di fiducia, qualcuno con cui parlare la stessa lingua calcistica, condividere idee e visione. Un asse tecnico solido, senza fraintendimenti.
Il countdown
Ecco perché questa settimana può diventare decisiva. A Trigoria si respira fermento, Friedkin è chiamato a scegliere la guida sportiva che dovrà plasmare la nuova Roma. Nel frattempo, il mercato non aspetta. Tra le operazioni già avviate - come quella per Alajbegovic - si muovono intermediari e consiglieri che studiano, propongono, trattano. E poi c’è il capitolo più delicato: le cessioni. Il Financial Fair Play non lascia spazio a interpretazioni. Entro il 30 giugno bisogna fare plusvalenze, rispettare il settlement agreement. Tradotto: almeno un big dovrà partire entro il primo luglio. Una scelta dolorosa, ma inevitabile. E a proposito, N’Dicka dopo aver lasciato l’agente, ha deciso di gestire da solo la propria carriera. La Roma è a un bivio. Tra presente e futuro, tra continuità e rivoluzione. Le prossime ore diranno molto, forse tutto. E a Trigoria, mai come adesso, ogni decisione pesa doppio.
