Alajbegovic ha già incontrato la Roma: quel retroscena con Massara dopo… Pjanic 

Anche Milan, Inter e Napoli sulle sue tracce. Ma il club giallorosso si è mosso in anticipo
Giorgio Marota
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ROMA - Kerim Alajbegovic non ha ancora disfatto la valigia. Ce l’ha pronta da mesi e non solo perché quel bagaglio lo accompagnerà certamente al Mondiale americano con la sua Bosnia, passata - com’è tristemente noto - sulle macerie della nostra Nazionale. Il Bayer, dopo aver riscattato il suo cartellino per 8 milioni circa, ha fatto capire al padre e agente del ragazzo, Semin Alajbegovic, di valutare con attenzione proposte da 25-30 milioni di euro per una cessione immediata. La stima nei confronti del talentuoso attaccante è parecchia, ma la prospettiva di realizzare una succosa plusvalenza con il minimo sforzo è altrettanto corposa. Dopotutto, il Leverkusen abbonda di giovani con spiccate doti offensive: il diciannovenne Kofane, il ventenne Maza, il ventunenne Ben Seghir, il ventiduenne Poku e il ventitreenne Tillman, giusto per citarne alcuni, rappresentano già un’efficace batteria di mezzepunte, trequartisti e ali sulle quali costruire il futuro.

L'incontro a Roma

Papà Alajbegovic il 20 aprile ha fatto tappa a Roma con l’ex centrocampista giallorosso Miralem Pjanic, amico della famiglia e intermediario di un possibile trasferimento in Italia. Anche il Milan, l’Inter e il Napoli sono sulle tracce del ragazzo, la Roma però è la società che si è mossa più concretamente. Con Massara, dopotutto, c’è già stato un incontro di persona proprio nella Capitale e le parti sono rimaste in contatto nonostante il futuro del diesse sembra segnato, in particolar modo dopo le ultime dichiarazioni di Gasperini. Nelle settimane in cui gli osservatori della Roma si sono mossi in giro per l’Europa, c’è stato il tempo per visionare un’altra volta il funambolo bosniaco, seguito dal vivo proprio ieri nel big match del playoff del campionato austriaco tra Salisburgo e Sturm Graz (1-1). Il gioiello classe 2007 potrebbe diventare presto il primo regalo di Friedkin al nuovo corso gasperiniano, da finanziare con le uscite, qualche mancato riscatto e un risparmio sostanzioso, grazie agli svincolati, sul monte stipendi.


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