Roma, questo Wesley è da clonare: così ha interrotto una maledizione
Da clonare. Dipendesse da Gasperini, probabilmente ne metterebbe in campo due: Wesley a destra con il numero 4 e Wesley a sinistra con il numero 5. Il brasiliano, che dietro le spalle porta il 45, ha giocato un’altra partita mostruosa dentro l’Olimpico, segnando un gol da applausi, una sorta di rigore in movimento aperto col piattone, ma anche facendosi apprezzare in fase di contenimento. Del resto, ha salvato due volte la Roma da potenziali pericoli. La prima di testa (taglio e palla in angolo), mentre nella seconda occasione ha rischiato di stirarsi il flessore per anticipare Dodo in spaccata. Svilar ringrazia. Dettagli, forse. La nottata, in ogni caso, resta da incorniciare per l’esterno, il prototipo di giocatore che fa impazzire Gasperini. Perché non si ferma mai e poi mai. Neanche davanti ad alcuni errori, vedi per esempio quando si è fatto saltare da Brescianini nell’uno contro uno. Conta zero. Bisogna vedere l’insieme. E l’insieme ha detto che Wesley ha stravinto il derby con il connazionale Dodo.
I numeri di Wesley
Con la rete messa a segno contro la Fiorentina, Wesley è salito a quota 5 gol in campionato. Tantissimi. Adesso, infatti, è il terzo migliore marcatore della Roma: davanti ha solamente Malen (11) e Soulé (6). E si è lasciato alle spalle Pellegrini, fermo a 4 centri. Sono numeri importanti per un ragazzo arrivato dal Brasile in estate, che ha impiegato un amen a calarsi nelle dinamiche del calcio italiano. Gasperini l’ha sgrezzato, riuscendo a farlo diventare un’arma in più per la Roma. Prima sulla destra, poi a sinistra per necessità. L’allenatore l’ha anche detto senza giri di parole: vuole giocatori come lui per puntare in alto. «La mia idea? Da sempre è chiara: devono essere acquistati meno giocatori, ma più di target. Il target giusto? Quello di Malen o di Wesley», aveva sottolineato Gasp qualche settimana fa, prima del Pisa e dell’esplosione degli attriti con Ranieri.
Wesley, il valore sul mercato
Il valore di Wesley si rispecchia anche sul mercato. Siamo di fronte a un esterno di spinta che ha solo 22 anni, titolare anche nel Brasile di Ancelotti. La Roma ha fatto un affare quando l’ha preso dal Flamengo in cambio di 25 milioni. Non è un caso se ha già attirato le attenzioni di Manchester City e Arsenal: il costo del cartellino però è più che raddoppiato nel giro di pochi mesi. Sfiora i 60 milioni (dati dell’Osservatorio CIES). E la vetrina del Mondiale potrebbe dare un’altra spinta verso l'alto.
La maledizione spezzata
Ma ciò che colpisce di più non sono i gol e le prestazioni ad alta intensità. È la sua continuità. Di fatto è uno stakanovista. La sua stagione non è iniziata in estate, ma addirittura a gennaio dell’anno scorso. Non si è mai fermato, mettendo insieme più di 70 partite tra Flamengo e Roma, con pochissimi stop and go (a causa di piccoli acciacchi, se si esclude la recente lesione al bicipite femorale). Va ricordato, poi, che le fasce sono sempre state un punto debole per la Roma: l’epoca di Kristensen e Karsdorp non è così lontana. Con Wesley si è interrotta una maledizione che durava da troppo tempo.
