Osvaldo e quella volta della pipì in doccia prima del concerto con De Rossi e Alvarez: "Avevo chiesto di essere sostituito dieci minuti prima.."

L'ex attaccante della Roma ha raccontato una serie di retroscena inediti sulla sua esperienza in giallorosso: alcuni sono esilaranti
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Pablo Daniel Osvaldo ha raccontato una serie di retroscena nel corso di un'intervista su Olé con cui inizierà una collborazione portando avanti una rubrica intitolata Rincón Stone. L'ex attaccante della Roma, che ha lasciato il calcio per dedicarsi alla musica, ha parlato a lungo dei suoi trascorsi in giallorosso.

Osvaldo, il retroscena sul concerto dei Rolling Stones a Londra con De Rossi

Osvaldo ha spiegato: "Daniele De Rossi era un grande appassionato di concerti. Anche Cristian Álvarez lo era. Io e Daniele andammo a vedere i Mumford and Sons a Londra. Vedemmo anche i Rolling Stones, solo che lui era squalificato, quindi ci andò il giorno prima. Io dovevo giocare e andare al concerto. Dovevo fare il controllo antidoping ed ero in ritardo, ero devastato. Avevo speso una fortuna perché avevo noleggiato un aereo privato per arrivare in fretta. Avevo chiesto di essere sostituito dieci minuti prima della fine del secondo tempo per potermi fare una doccia e andarmene. Andai a fare il test e non riuscivo a urinare perché avevo fatto pipì nella doccia mentre mi lavavo. Non ci riuscivo proprio . Rimasi lì per circa un'ora e mezza. Quando arrivai a Londra, lo spettacolo era già finito e il mio amico Cristian Álvarez, poverino, era seduto all'ingresso dato che io avevo entrambi i biglietti. Non c'era nessun codice QR. Poi Daniele uscì e ci raccontò com'era andato il concerto".

Osvaldo e l'italiano: "L'ho imparato dai giornali e dai film"

Osvaldo ha parlato di come ha imparato l'italiano: "Non ho studiato niente, ho imparato tutto a orecchio. L'italiano deriva dal latino e ci si può far capire un po'. Ho iniziato con i giornali. Ero in un hotel e nella hall c'erano tutti i giornali, quindi, dato che non potevo leggere l'intero articolo perché non avrei capito niente, prendevo la didascalia della foto e mi esercitavo. Guardavo anche film italiani con i sottotitoli in italiano. Non so, Pulp Fiction... era davvero strano vedere John Travolta parlare italiano, ma mi ha aiutato. Il fatto che all'inizio non ci fosse nessuno che parlasse spagnolo mi ha spinto a impararlo. L'ho notato in seguito, quando un argentino o un uruguaiano arrivava in una squadra dove c'erano già altri argentini; facevano molta fatica a imparare l'italiano perché erano sempre con noi".

Osvaldo sulla Roma: "Mi è sempre piaciuto stare con i ragazzi del settore giovanile"

Sulla Roma: "Mi è sempre piaciuto stare con i ragazzi del settore giovanile, con quelli che venivano dalle riserve. Ti viene naturale. La cosa bella del calcio è che ti insegna a vivere in un mondo con tante personalità diverse. Sai che andrai più d'accordo con alcuni che con altri, ma devi imparare ad andare d'accordo con tutti".

"Ci insegnavano: tu sei Osvaldo, Totti, De Rossi, ma questa è la Roma. Siamo tutti sulla stessa barca. Non ho mai avuto problemi con i miei compagni di squadra, e questo mi piace molto. Incontrare i ragazzi con cui ho condiviso lo spogliatoio e abbracciarli mi rende felice . Quindi, in fondo non ero poi così ribelle".


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