Dybala aveva ragione, non era un malato immaginario: tutti i retroscena, compreso Totti, della sua operazione
La sensazione ce l’aveva da settimane. E alla fine aveva ragione lui. Il problema al ginocchio c’è davvero e adesso c’è anche la diagnosi: rottura del menisco esterno. Un infortunio che costringerà Paulo Dybala a fermarsi per circa un mese e mezzo, mettendo fine a quaranta giorni di dubbi, esami e dolore. Per qualcuno era diventato quasi un caso. Qualcuno aveva persino sussurrato la parola più ingiusta per un calciatore: malato immaginario. Ma la verità, come spesso accade, stava semplicemente aspettando di essere trovata. E ieri è emersa con chiarezza nei corridoi di Villa Stuart, la clinica romana che negli anni ha rimesso in piedi migliaia di ginocchia illustri. A Trigoria il mistero durava da troppo tempo. Dal 25 gennaio, da quel Roma-Milan in cui aveva avvertito il primo dolore, Dybala conviveva con un fastidio che non dava tregua nelle settimane successive: pochi minuti di allenamento e poi lo stop, il ginocchio che tornava a farsi sentire, costringendolo a fermarsi. Risonanze su risonanze, controlli continui, ma nessuna risposta definitiva.
Dybala, come si è arrivati all'operazione e cosa ha detto Mariani
Finché giovedì sera il medico del club, il dottor Petrucci, ha deciso di andare fino in fondo: destinazione Villa Stuart per un controllo più approfondito. Nuova risonanza, nuovi esami, altri test. Poi la scelta decisiva: diagnostica e intervento in artroscopia, eseguiti ieri pomeriggio dal professor Mariani, una garanzia assoluta quando si parla di ginocchia. «Per arrivare alla diagnosi abbiamo utilizzato macchine di alta tecnologia, che hanno permesso una ricostruzione tridimensionale - ha spiegato il prof. Mariani -Si è evidenziata una rottura minima del legamento esterno, che è stato asportato in minima parte. Domani (oggi, ndr) potrà togliere la fasciatura». Curiosità del destino: proprio nelle stesse ore, nella clinica romana, c’era anche Totti per motivi personali. Qualche scambio di battuta, l’in bocca al lupo e un bell’abbraccio: un incrocio tra campioni nei corridoi. Quasi un segno. E chissà che un domani non troppo lontano quegli incroci non possano ripetersi anche a Trigoria, quando - e non se - il Capitano tornerà a orbitare attorno alla Roma.
Quando Dybala potrà tornare in campo
Per Dybala ora inizia un’altra partita, quella contro il tempo. L’intervento e la riabilitazione lo terranno fermo per almeno 45 giorni. Tradotto: la Joya potrebbe rivedere il campo tra Roma-Atalanta del 19 aprile e la sfida con il Bologna della settimana successiva. Di certo non immaginava un 2026 così complicato dal punto di vista sportivo, mentre la vita gli regalava la gioia più grande: la nascita della piccola Gia. Adesso il dolore ha finalmente una spiegazione. E la Joya può iniziare il conto alla rovescia.
