Zaniolo: "All'Udinese sono rinato. Nazionale? Ci sono rimasto male per la non convocazione, ma..."

Il classe 1999 ha detto la sua: "Qui mi sento un leader e sento la fiducia di tutti. Sono aperto a rimanere per tanti anni"
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Nicolò Zaniolo è protagonista di una grande stagione con la maglia dell'Udinese dopo anni di difficoltà. "Ero arrivato ad un punto in cui stavo finendo le occasioni, dopo le esperienze con l'Aston Villa, l'Atalanta e la Fiorentina non andate bene. Mi sono detto: 'Questa è una delle tue ultime possibilità, provaci'. Così ho ascoltato con umiltà e disponibilità cosa aveva da dirmi l'Udinese" ha dichiarato il classe 1999 ai microfoni di Udinese Tonight. In particolar modo, sulla scelta di accettare l'offerta del club bianconero: "Mi hanno sempre detto che questo è un club bravo a far rinascere e a far crescere i giocatori e ho colto l'occasione".

Zaniolo: "Qui sento la fiducia di tutti"

Zaniolo ha svelato i momenti che hanno anteceduto il suo arrivo in Friuli: "Prima di arrivare ho sentito tante volte Gokhan Inler e mister Runjaic, ma tutto è stato in bilico fino all'ultimo, perchè per vedermi il Galatasaray voleva prima prendere un altro giocatore. Alla fine, hanno preso Gundogan e mi hanno liberato, ma tipo negli ultimi cinque minuti del mercato". Mentre sui motivi che hanno favorito la sua buona stagione ha ricordato: "In una delle prime interviste fatte a Udine mi hanno chiesto quali fossero i miei obiettivi per la stagione. Dissi:  'Tornare ad essere me stesso e a divertirmi giocando a calcio'. Quando ci riesci le prestazioni arrivano da sole, perché se la testa sta bene performi meglio. Negli ultimi anni ho avuto diversi problemi e non ho mostrato le mie qualità, ma il valore non si perde. Bisogna essere fortunati nel trovare un ambiente come quello di Udine per tornare a mostrarle. Qui sento la fiducia di tutti. Questa è la base, poi viene il lavoro quotidiano, il mettersi a disposizione della squadra, calarsi negli schemi...".

 

 

"Sono aperto a rimanere all'Udinese per tanti anni"

L'Udinese nell'ultima giornata di campionato ha battuto per 2-0 il Torino, salendo a 47 punti in classifica. Una vittoria ottenuta in un anniversario importante, il cinquantesimo del terremoto. "Sapevamo tutti dell'importanza dell'anniversario. Qualche giorno prima è venuto il dg Collavino a spiegarci tutto. Ci tenevamo tantissimo a vincere, ancora di più per celebrare questa data. Volevamo festeggiare tutti insieme perchè Udine e il Friuli lo meritano". Mentre sulla squadra: "Non abbiamo ancora espresso il nostro potenziale: abbiamo dei giovani talenti incredibili, mixati con giocatori esperti. Trovando continuità possiamo fare grandi cose. La costanza verrà, per ora ci godiamo il momento". Zaniolo si sente ormai un leader: "Quando ti senti parte di un progetto e sai di essere importante per questo progetto ti carichi automaticamente di responsabilità. Siamo un grande gruppo e cerco di dare il massimo sotto tutti i punti di vista. C'è bisogno di qualcuno che guidi la squadra, anche in modo silenzioso, io mi sento un leader e voglio continuare così. Adesso ci siederemo a parlare per vedere, io sono aperto a rimanere, anche per tanti anni, sto bene qui. Io mi siederò al tavolo a prescindere dall'offerta perchè sono tanto riconoscente verso questo club". Ricordando il proprio passato, invece, il ventiseinne ha dichiarato: "La mia carriera non è mai stata lineare. All'inizio a Roma ero sulla cresta dell'onda, poi mi sono rotto il ginocchio in una delle mie migliori partite. Ho preso bene il primo infortunio, con la volontà di tornare più forte. Il secondo, invece, è stato una mazzata. O smettevo o continuavo a inseguire questo sogno, quindi mi sono messo sotto. Sono stato fuori 6 mesi per il primo infortunio e 15 per il secondo, 21 mesi senza toccare campo e senza vivere lo spogliatoio. L'ho superata con l'aiuto della mia famiglia e di chi mi sta vicino". 

 

 

Zaniolo sulla Nazionale: "Mancata convocazione? Ci sono rimasto male, ma scelta da rispettare"

Nonostante la buona stagione, a marzo Gattuso ha deciso di non convocare Zaniolo per i playoff mondiali, che hanno portato all'eliminazione ai rigori per mano della Bosnia. "La Nazionale è il sogno di qualunque bambino. Io l'ho sempre sognata, il mio obiettivo quest'anno era far parte di quella rosa, poi c'è chi fa le scelte e queste scelte vanno rispettate.Ora è un momento difficile per la Nazionale e dobbiamo restare uniti per far tornare l'Italia ai livelli che merita. Ci sono rimasto male per la non convocazione, ci tenevo, ma vuol dire che devo fare ancora di più". 

 

 


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