Salernitana, Lotito all'esame di Gravina: che cosa succede adesso

Dopo la promozione bisogna trovare una soluzione alla “multiproprietà”: la questione arriva in Consiglio Federale. Ecco tutti gli scenari possibili
Salernitana, Lotito all'esame di Gravina: che cosa succede adesso© LaPresse
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SALERNO - Il caso Salernitana e l’intricata questione multiproprietà approdano oggi in Consiglio Federale essendo uno dei punti all’ordine del giorno. La giornata potrebbe, dunque, far registrare una tappa importante per la soluzione della vicenda. Il presidente federale Gabriele Gravina è stato chiaro: "Il 16 bis delle Noif rafforza un principio statutario previsto dall’articolo 7 comma 8, è una regola in linea con quelle Uefa, che non consente le partecipazioni in più società a livello professionistico". E l’ultimo Consiglio Federale ha inasprito le regole sulle multiproprietà, non consentendo più deroghe. Le norme, dunque, sono chiare. Ma è chiaro anche il pensiero della Salernitana, espresso a più riprese da Marco Mezzaroma al Corriere dello Sport-Stadio: "Pronti a rispettare le regole, ma gli espropri proletari non fanno parte di uno stato di diritto né sono contemplati nel nostro ordinamento. E la proprietà va sempre tutelata com’è già accaduto in passato". 

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Salernitana, le ipotesi e gli scenari possibili

Gli scenari possibili sono tre: cessione diretta ad un altro imprenditore o gruppo, trust all’americana o cessione ad un Fondo d’investimento anche di quote della società. Tutto ruota intorno al comma 2 del 16 bis delle Noif e alla sua interpretazione autentica: "Un soggetto ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un’influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali". Proprio sulla questione della "maggioranza dei voti di organi decisionali" i legali di Lotito e Mezzaroma darebbero letture favorevoli ai due imprenditori romani, che spalancherebbero le porte ad un trust all’americana. Questo consentirebbe di avere più tempo per la cessione, che è quello che chiedono Lotito e Mezzaroma, ma contestualmente di eliminare il conflitto d’interessi, agevolando la continuità tecnica col rinnovo del contratto, in scadenza al 30 giugno, del direttore sportivo Angelo Fabiani, artefice principale del ritorno in A dei granata. La strada dei Fondi d’investimento è altrettanto appetibile. C’è, infine, quella della vendita diretta, che sarebbe la più lunga dal momento che in tempo di pandemia imprenditori capaci di affrontare un’operazione così onerosa (la Salernitana viene valutata oggi tra 70 e 80 milioni di euro) ce ne sono pochi ed anche le banche non vivono momenti di grande floridezza. Se la Federcalcio non dovesse dare il via libera ad un trust, potrebbero anche aprirsi fronti di natura civilistica con ingenti richieste di risarcimento, un’opzione che tutti vogliono scongiurare, gli stessi attuali proprietari, ma non del tutto esclusa.

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