Così la Ferrari potrebbe vincere a Barcellona: le strategie per il Gran Premio
La Rivoluzione Ferrari funziona e fa sognare. Per il momento nel giro secco. L’offensiva globale messa insieme da Maranello a forza di sviluppi spinge Hamilton ad un passo (per 64 millesimi...) dallo scettro delle qualifiche, proprio sul palcoscenico meno atteso, quello dell’infuocata Barcellona e nel giorno in cui Russell “detronizza” Kimi dalla prima fila per la prima volta nella stagione.
Ferrari in prima fila con Hamilton a Barcellona
E se Toto Wolff ha ragione, senza un paio di errorini “Lewis avrebbe conquistato la pole per più di un decimo”. Come anche - aggiungiamo noi - se lo stressatissimo Charles Leclerc non si fosse fatto prendere dalla smania di dinostrare che la Rossa è ancora sua, chissà di cosa staremmo scrivendo adesso. Con i se e i ma, è noto non si scrive la storia e l’unica certezza è che Sir LH è davvero tornato. Non che ci fossero più dubbi dopo il trittico di risultati dell’ultimo mese tra Miami, Montereal e Monaco che lo hanno trascinato al secondo posto della classifica iridata. ma rivederlo là davanti con questa costanza fa un certo effetto dopo il 2025 da dimenticare. Hamilton non partiva secondo dal GP di Gran Bretagna 2024 con la Mercedes, era il 7 luglio 2024, cioè 706 giorni fa, anche se la pole di Baharain a marzo 2025 resta il miglior piazzamento in qualifica con la Ferrari.
La soddisfazione di Lewis dopo le qualifiche
E c’è voluto un mezzo miracolo per agganciare la prima fila accanto a Russell come raccontoa lo stesso Lewis: «Venerdì non potevo credere che il distacco fosse così grande e per tutto il weekend mi sono chiesto: perché sono mezzo secondo più lento? Ero indietro un po’ ovunque: ho faticato in curva 3, in curva 9 e stavo perdendo fiducia. Gli ingegneri hanno fatto un ottimo lavoro con delle piccole modifiche all’assetto: per la prima volta in assoluto ho lasciato la pista tra la fine della terza sessione di libere e le qualifiche. Ho pensato: devo andarmene da qui. Sono tornato al mio motorhome. Ero in chiamata con gli ingegneri, solo con il telefono. Ma sono andato in un posto dove ho fatto un piccolo reset, sono tornato e in qualche modo sono riuscito a recuperare. Quindi, sì, qualunque cosa sia stata, ha funzionato. E non posso che essere molto contento. Ma prima di tutto devo ringraziare l’intero team in fabbrica perché hanno portato importanti aggiornamenti: è grandioso vedere quanto stanno innovando. Questo fa davvero una grande differenza quando si va in pista e io questa spinta la percepisco».
L’incubo Mercedes comunque resta davanti: «Sono fortissime e batterle non sarà affatto semplice. In qualifica però ne abbiamo battuta una e in gara dobbiamo provare a battere anche l’altra. Sarà un compito difficile perché finora hanno vinto tutte le gare, ma non impossibile. Ci vorrà una prestazione assolutamente perfetta di tutti noi: la strategia, la mia guida, la partenza, il bilanciamento, il degrado, la gestione delle gomme. Proverò a fare qualcosa di speciale».
La 'Rivoluzione Ferrari' fa sognare i tifosi
Ma Lewis non si ferma all’obiettivo di una gara, guarda avanti e ha una certezza: «Questa macchina vincerà delle gare, ne sono sicuro. Lo dico per il percorso di sviluppo che stiamo portando avanti e per quanto duramente stiamo lavorando. Sono certo che a un certo punto potremo lottare per un successo e spero che sia già domani (oggi ndr), perché non siamo mai stati così vicini in qualifica». Ma c’è sempre un pericolo in agguato: la temperatura e la durata delle gomme. Si va per i due pit stop... «La gestione delle gomme sarà cruciale, a Barcellona è sempre così. In qualifica, la temperatura della pista era di 50 gradi, valori pazzeschi. Il degrado è stato il doppio di quanto previsto. Spero in gara sia minore. Lottare contro due Mercedes renderà tutto più difficile, per arrivare alla curva 1 c’è molta strada da fare. Servirà una buona partenza per mettere la macchina dove deve essere».
In effetti, per completare la Rivoluzione Ferrari, servirebbe qualcosa di speciale. Ma già sognare è qualcosa.
