Ecco gli otto "falsi miti" sull’alimentazione sana svelati dall’Iss: dallo zucchero all’acqua, fino al lattosio 

Migliorare la consapevolezza a tavola è sinonimo di salute: tutti i dettagli dall’Istituto Superiore di Sanità

Mangiare sano per sentirsi in forma è l’obiettivo di molte persone, soprattutto dopo l’estate. L’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato otto delle bufale più comuni a tavola, aiutandoci a migliorare la consapevolezza su un tema importante per la salute.

Ridurre le calorie non basta per dimagrire

Un mito diffuso è che per perdere peso sia sufficiente tagliare le calorie. Il nutrizionista Paolo Bianchini, autore del “Metodo Bianchini”, spiega che il metabolismo e le risposte ormonali individuali giocano un ruolo fondamentale nella gestione del peso. Le diete basate solo sul conteggio calorico appartengono a una visione superata della nutrizione. Le scoperte scientifiche recenti sottolineano l’importanza delle proprietà biochimiche degli alimenti, oltre al loro valore calorico. Ad esempio, 100 calorie di pasta hanno un effetto diverso rispetto a 100 calorie di prosciutto, poiché la loro composizione molecolare interagisce in modo unico con l’organismo.

La frutta si può mangiare in ogni momento

Un altro falso mito è che la frutta andrebbe consumata solo lontano dai pasti. L’Istituto Superiore di Sanità chiarisce che la frutta è benefica in qualsiasi momento della giornata. Alcuni suggeriscono di evitarla a fine pasto per timore di gonfiore o difficoltà nel perdere peso, ma non esistono studi scientifici che lo dimostrino. Le fibre della frutta possono causare fermentazione e gas intestinali in persone con sensibilità particolari, ma si tratta di casi specifici. Alcuni regimi dietetici consigliano di riservare la frutta agli spuntini per soddisfare la fame a metà mattina o nel pomeriggio.

I grani antichi non sono necessariamente più sani

Si crede spesso che i grani antichi, come Tumminia, Saragolla o Senatore Cappelli, contengano meno glutine o siano più salutari rispetto ai grani moderni. Non ci sono prove scientifiche a supporto di questa tesi. Il recupero di queste varietà è prezioso per la biodiversità e la tradizione, ma non le rende automaticamente più sane o meno “ibridate” rispetto alle colture moderne.

Zucchero di canna e zucchero bianco: nessuna differenza 

Si pensa spesso che lo zucchero di canna sia più salutare di quello bianco, ma la scienza smentisce questa convinzione. Entrambi sono composti da saccarosio e hanno lo stesso impatto nutrizionale. Gli studi non hanno evidenziato vantaggi significativi dello zucchero di canna rispetto a quello raffinato, rendendo la scelta tra i due una questione di gusto piuttosto che di salute.


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Il glutine non va eliminato senza motivo

La moda delle diete senza glutine, spesso promosse come salutari o utili per dimagrire, è priva di fondamento scientifico per chi non soffre di celiachia o sensibilità specifiche. Eliminare cereali come frumento, orzo o farro significa rinunciare a carboidrati complessi, fibre, vitamine, minerali e proteine essenziali. Per i celiaci, evitare il glutine è necessario, ma per gli altri questa scelta può portare a carenze nutrizionali senza benefici reali.

Bere tanta acqua non fa perdere peso

L’idea che bere moltissima acqua aiuti a dimagrire è un errire. Una corretta idratazione, circa 2 litri al giorno per un adulto in condizioni normali, favorisce la sazietà riempiendo lo stomaco, ma non brucia calorie. Al contrario, un eccesso di acqua può diluire minerali essenziali come sodio e potassio nel sangue, con potenziali rischi per la salute.

L’ananas non brucia i grassi

L’ananas è spesso celebrato per le sue presunte proprietà “brucia-grassi” legate alla bromelina, una sostanza che facilita la digestione delle proteine. La bromelina però si trova nel gambo, non è commestibile e non sta nel frutto. Sebbene l’ananas sia un alimento sano, ricco di calcio, potassio, vitamine e povero di calorie, non ha effetti diretti sulla perdita di peso.

Evitare il lattosio senza necessità è controproducente

Si pensa che i cibi senza lattosio siano più leggeri o salutari, ma questa è una falsa credenza. Il lattosio, presente nel latte, va evitato solo da chi è intollerante. Per chi non ha problemi, eliminare il lattosio può ridurre la produzione di lattasi, l’enzima necessario per digerirlo, portando a un’intolleranza acquisita. Scegliere alimenti senza lattosio senza una diagnosi medica è quindi un errore che può compromettere la capacità di digestione a lungo termine.

 


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Mangiare sano per sentirsi in forma è l’obiettivo di molte persone, soprattutto dopo l’estate. L’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato otto delle bufale più comuni a tavola, aiutandoci a migliorare la consapevolezza su un tema importante per la salute.

Ridurre le calorie non basta per dimagrire

Un mito diffuso è che per perdere peso sia sufficiente tagliare le calorie. Il nutrizionista Paolo Bianchini, autore del “Metodo Bianchini”, spiega che il metabolismo e le risposte ormonali individuali giocano un ruolo fondamentale nella gestione del peso. Le diete basate solo sul conteggio calorico appartengono a una visione superata della nutrizione. Le scoperte scientifiche recenti sottolineano l’importanza delle proprietà biochimiche degli alimenti, oltre al loro valore calorico. Ad esempio, 100 calorie di pasta hanno un effetto diverso rispetto a 100 calorie di prosciutto, poiché la loro composizione molecolare interagisce in modo unico con l’organismo.

La frutta si può mangiare in ogni momento

Un altro falso mito è che la frutta andrebbe consumata solo lontano dai pasti. L’Istituto Superiore di Sanità chiarisce che la frutta è benefica in qualsiasi momento della giornata. Alcuni suggeriscono di evitarla a fine pasto per timore di gonfiore o difficoltà nel perdere peso, ma non esistono studi scientifici che lo dimostrino. Le fibre della frutta possono causare fermentazione e gas intestinali in persone con sensibilità particolari, ma si tratta di casi specifici. Alcuni regimi dietetici consigliano di riservare la frutta agli spuntini per soddisfare la fame a metà mattina o nel pomeriggio.

I grani antichi non sono necessariamente più sani

Si crede spesso che i grani antichi, come Tumminia, Saragolla o Senatore Cappelli, contengano meno glutine o siano più salutari rispetto ai grani moderni. Non ci sono prove scientifiche a supporto di questa tesi. Il recupero di queste varietà è prezioso per la biodiversità e la tradizione, ma non le rende automaticamente più sane o meno “ibridate” rispetto alle colture moderne.

Zucchero di canna e zucchero bianco: nessuna differenza 

Si pensa spesso che lo zucchero di canna sia più salutare di quello bianco, ma la scienza smentisce questa convinzione. Entrambi sono composti da saccarosio e hanno lo stesso impatto nutrizionale. Gli studi non hanno evidenziato vantaggi significativi dello zucchero di canna rispetto a quello raffinato, rendendo la scelta tra i due una questione di gusto piuttosto che di salute.


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Il glutine non va eliminato senza motivo