Le frasi di Djokovic dopo la sconfitta con Alcaraz commuovono il mondo: gli occhi lucidi, il pensiero sul ritiro e Nadal...
Hai ragione, Novak Djokovic: il tuo è stato un bel viaggio. Bellissimo. Forse tra i migliori che lo sport potesse vivere. Probabilmente, anche se con te mai dire mai, quello di oggi sarà il tuo ultimo Australian Open e, forse, la tua ultima finale Slam. Ma, anche qui, mai dire mai. Il campione serbo ha lottato come un leone, ha vinto il primo set ma poi l'enorme talento e la giovane età di Carlos Alcaraz hanno consentito allo spagnolo di vincere l'Australian Open, l'unico titolo Slam che mancava alla sua già prestigiosa carriera. In tribuna c'era Rafa Nadal: la sua nemesi, con Federer, in campo; ma anche il connazionale e amico di Alcaraz. Impossibile non emozionarsi, impossibile non pensare a quello che è stato, ancora prima di quello che sarà. E allora Djokovic, che quando si tratta di mostrare le emozioni non è secondo a nessuno, di questo ha parlato nel suo discorso finale.
Djokovic, le parole da brividi dopo la finale di Melbourne contro Alcaraz
Non prima, però, di aver scherzato con Nadal in tribuna: "Vuoi giocare tu, Rafa?", gli ha detto. Nadal ha sorriso e chissà se forse un po' sì, avrebbe voluto esserci anche lui. "Per me è un onore e un piacere averti qui - ha detto Djokovic -, è la prima volta che vieni a vedermi in finale. Poi, ovviamente, congratulazioni Carlos. Torneo fantastico... Al tuo allenatore, alla tua famiglia e alla tua squadra... quello che hai fatto... la parola migliore per descriverlo è storico, leggendario... quindi congratulazioni. Ti auguro la migliore fortuna per il resto della tua carriera. Sei così giovane. Hai un sacco di tempo, come me. Sono sicuro che ci rivedremo molte volte nei prossimi 10 anni". Il sorriso di Nole è stupendo: fosse per lui non resterebbe in campo altri 10 anni, ma tutta la vita. "Ci sono due leggende spagnole - ha aggiunto il campione serbo - e siete due contro uno, forse un po' troppo per me. Adesso devo ringraziare la mia squadra per avermi sopportato e supportato: non è stato un percorso facile, non lo è mai stato. Ma voi ragazzi siete la mia roccia. Avete visto il peggio e il meglio di me negli ultimi chissà quanti anni... ma in particolare nelle ultime 3 settimane. Questo successo è il vostro successo, ovviamente. Non so cosa succederà, ma è stato un grande viaggio". Ventiquattro Slam, un oro olimpico, una carriera straordinaria. Che nessuno ha potuto fermare. Anzi sì, solo una cosa: il tempo. Quello che lo ha tradito e che, invece, è tutto dalla parte di Alcaraz (e Sinner). Ma i colpi restano. E le parole pure. In tutto il mondo. Così come quel punto da 24 colpi che ha ammaliato tutti. E allora sì, grazie Nole: il tuo è (stato) un gran bel viaggio.
