Cobolli accompagna Arnaldi in conferenza: Flavio quasi in lacrime, le parole da brividi di Matteo
Dovevano essere insieme in campo. Uno al settimo cielo per la finale conquistata, l'altro a pezzi per l'occasione sfumata. E, invece, a pezzi lo sono entrambi. Anche se in modi diversi. Cobolli e Arnaldi si presentano in coppia in conferenza stampa a Parigi dopo che il ritiro di Matteo ha impedito loro di sfidarsi sulla terra rossa. In finale ci va Flavio - troverà Zverev - ma nel modo peggiore. E a vederli così, uno accanto all'altro (ma ai lati del tavolo, meglio essere prudenti), con gli occhi lucidi, ti vengono in mente due cose. La prima: il destino, quando vuole, sa essere davvero beffardo. La seconda: che belli questi due ragazzi, simbolo di un'Italia giovane, forte, unita. Quella del tennis, oggi, si stringe intorno ad Arnaldi come, un paio di giorni fa, aveva abbracciato Berrettini, anche lui costretto al ritiro in campo. Domenica tiferà per Cobolli che, almeno, arriverà più fresco alla finale con Zverev. Magra, magrissima, consolazione.
Arnaldi in conferenza dopo il ritiro al Roland Garros, cosa ha detto
"È difficile essere qui. Non è quello che volevo fare. Ma ieri sera ho iniziato a sentirmi poco bene. In giornata stavo bene,sSono andato ad allenarmi e ho fatto tutto quello che dovevo fare. Mi sentivo a posto. Ho cenato. Ho iniziato a sentirmi così così con lo stomaco. Pensavo: "Va bene, è solo che non ho digerito bene". Mi sono svegliato all’1 di notte e ho iniziato a vomitare. Non mi sentivo al meglio. Poi ho provato a dormire. Non sono riuscito a dormire per niente. Alle 6, alle 7 del mattino ho vomitato di nuovo. Questa volta è stato proprio brutto. Abbiamo chiamato il medico in camera. È venuto e mi ha dato qualcosa. Speravo che fosse solo qualcosa dalla cena o roba del genere. Durante il giorno non sono riuscito a mangiare. Ogni volta che mangiavo o bevevo qualcosa dovevo correre in bagno. Quindi è dura. È dura. Visto com’era andato il torneo, quante ore ho passato in campo, in realtà mi sentivo molto bene. Dovermi ritirare dalla mia prima semifinale Slam non è una cosa che augurero a nessuno. Ho provato a prepararmi e a rimanere qui il più possibile. Ho provato a vedere se potevo andare in campo ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo stordito e non mi sentivo al meglio. Sono abbastanza sicuro che se dovessi mangiare di nuovo non starei bene. È stata la decisione giusta da prendere per me". Vero, ma quanto male fa.
Cobolli commosso per Arnaldi
Fa male anche a Flavio Cobolli. E non poco. "Quando è venuto da me un'ora fa, ho quasi pianto. È una cosa che non ti aspetti proprio. Ero pronto a giocare questa partita. Ero e sono completamente triste per lui". È davvero sincero, l'azzurro. Il cappellino copre un po' gli occhi bassi e lucidi. Solo un po', però. Perché nessuno meglio di lui sa quanto giocare questa partita fosse un'occasione forse irripetibile. Ma il destino ha deciso diversamente.
Cobolli scherza su Zverev
Flavio poi ha aggiunto: "Per prima cosa, Matteo, vorrei ringraziarti per il grandissimo torneo fatto, che è stato di ispirazione per tutti noi. Sapevamo dell’infortunio, hai giocato e lottato per tante ore, dimostrando il tuo valore. Matteo, sei un grandissimo atleta e un eccellente professionista, cerco di imitarti nel comportamento fuori del campo. Mi dispiace non poterti affrontare, sarebbe stata un’altra grande battaglia, sono sicuro che ci rivedremo presto. Adesso - ha aggiunto - mi sento triste e felice al tempo stesso, la finale che giocherò domenica e il mio ingresso nella Top Ten sono traguardi di tanti anni di lavoro. Ricordo bene quando mio padre disse a un membro dello staff che non sarei mai andato più avanti della trentesima posizione nel ranking, glielo faccio pesare in continuazione… Ora vado ad allenarmi, devo mettere altra benzina nel mio tennis, anche senza la tensione di una partita vera. Poi andrò nel solito ristorante, non quello di Arnaldi…, e festeggeremo il decimo posto in classifica". Domenica, poi, lo aspetta il suo grande amico Zverev (3-1 per il tedesco i precedenti): "Con Sascha ho un bellissimo rapporto, tra i grandi del circuito è il mio punto di riferimento preferito. Parliamo tanto, non solo di tennis, mi dà dei consigli. Ho un buon rapporto anche con il suo staff, il fratello mi ha appena regalato la maglia di Harry Kane. L'ho incontrato prima e mi ha detto: “Ricordati che sei amico mio…". So che vorrebbe vincere uno Slam a tutti i costi, io però cercherò di impedirglielo, in campo non farò sconti". E allora adesso bisogna resettare: Flavio per prendersi un sogno, Matteo per svegliarsi da un incubo.
