Sinner, è solo l'inizio: i segreti del suo successo

La sconfitta con Djokovic alle Nitto ATP Finals non cambia la sostanza: Jannik è entrato nel cuore degli italiani. Ecco come ha fatto
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dall'inviato Valerio Minutiello

Sinner, è solo l’inizio. La sconfitta in finale alle Nitto ATP Finals contro il numero uno al mondo non frena la sua ascesa e non cambia la sostanza. Ormai Jannik è entrato nel cuore di tutti gli italiani. Ha costretto la Rai a cambiare i palinsesti, ha tenuto milioni di persone incollate davanti alla tv, e ha illuminato Torino. Questa mattina davanti all’Hotel Principi di Piemonte in centro c’erano centinaia di persone ad aspettare che uscisse solo per un saluto, un sorriso o un selfie. E questa sera, dopo la sconfitta, il Pala Alpitour lo ha osannato ancora di più, con la consapevolezza di aver visto nascere una stella.

La magia di Sinner

Come ha fatto a fare tutto questo? “Con la grande passione che mette in quello che fa”, ha detto Antonio Conte. Aggiungiamoci anche la semplicità e la leggerezza. Sinner è un antidivo, mai sopra le righe. E in questi giorni ha sempre ricambiato il grande affetto ricevuto: non si è  sottratto una volta all’abbraccio del pubblico, ai selfie e agli autografi, soprattutto con i bambini. Il suo ingresso in campo con il piccolo Matteo nella sfida con Rune è un esempio della sua grandezza. Dopo la semifinale vinta con Medvedev ha paragonato il suo tennis a un piatto di pasta al pomodoro: oggi l'aggiusti di sale, domani aggiungi i pomodori freschi, e poi ancora il basilico. Cerchi di renderla perfetta ma conservando la semplicità, senza aggiungere troppi ingredienti. Come si fa a non amarlo. Sinner a soli 22 anni ha dimostrato di avere una grandissima maturità e non ha mai dimenticato di ringraziare il pubblico di Torino, che lo ha trascinato nell’incredibile cavalcata verso una finale da sogno. Si è piegato solo alla fine, con un campione immenso come Djokovic, ma il futuro è suo.


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