Tennisti contro Sinner, l'avvocato attacca: "Non è stato favorito". Poi il paragone tra falchi e colombe
Jamie Singer, l'avvocato di Jannik Sinner, è intervenuto questa sera a Sky UK per fare il punto sul patteggiamento di Jannik con la Wada che tante polemiche ha creato. Soprattutto nel circuito, dove non tutti hanno compreso (o hanno fatto finta di comprendere) quello che è successo e perché Sinner, assolutamente innocente, abbia poi deciso di patteggiare. Singer, uno dei legali più famosi del Regno Unito, ha detto: "I critici sono molto ingiusti, lui ha seguito il processo fin dall'inizio, seguendo le regole. Non c'è favoritismo, le circostanze erano molto insolite. Gli altri possono avere le loro opinioni ma non per forza sono giuste".
I tennisti contro Sinner, la dura replica dell'avvocato
La sensazione - e un articolo del New York Times lo spiega molto bene - è che il tennis si sia spaccato non sul fatto che Sinner sia innocente o meno (è talmente ovvio) ma sul fatto che lui, essendo il numero uno al mondo, abbia avuto accesso a risorse economiche, e quindi legali, che gli abbiano consentito di potersi difendere e tutelare. A tennisti di livello inferiore questo "privilegio" non sarebbe concesso, almeno non in tempi così rapidi. Secondo Singer la spiegazione è chiara: "Penso che i giocatori siano sempre falchi quando è coinvolto un altro giocatore e forse colombe quando sono coinvolti loro". Parole che non hanno bisogno di spiegazioni. Sinner, adesso, per quanto possibile deve cercare di isolarsi e pensare solo al ritorno in campo a maggio. Roma lo aspetta a braccia aperte, il resto è solo contorno.
Retroscena Sinner: all'inizio non era convinto del patteggiamento
"All'inizio - dice l'avvocato di Sinner - ci è voluto un po' di tempo per convincere Jannik che accettare l'offerta della Wada era la cosa giusta da fare. I tennisti non hanno tutti l'opportunità di conocere i dettagli della vicenda, quindi semplicemente esprimono delle opinioni. Forse i fatti meriterebbero di essere approfonditi maggiormente".
