Alcaraz e lo strano elogio a Sinner: "Mi fa arrabbiare, sembra che giochi a ping pong..."
Sinner ha battuto ancora una volta Alcaraz al Six Kings Slam aggiudicandosi per la seconda volta il ricco montepremi in palio. In un anno, soltanto con queste due esibizioni e sei partite giocate, Jannik ha portato a casa 12 milioni di dollari, quasi 10.5 milioni di euro. Al di là del montepremi da urlo e la scenografica racchetta d'oro da 250 mila euro che Jannik si porta a casa da Riad, questa vittoria non vale niente per la classifica ma è importante per capire tante cose in vista di un finale di stagione elettrizzante. A Carlos non piace affatto essere dominato così da Sinner, che non gli ha concesso nemmeno un break. Sicuramente più combattuto il secondo set, con un game durato undici minuti. Lo spagnolo comunque ha incassato la sconfitta con grande classe e durante la cerimonia di premiazione ci ha anche scherzato su.
Le parole di Alcaraz su Sinner: "Non c'è solo rivalità"
"Se veramente mi piace così tanto quando gioca così bene Sinner? Non proprio - ha commentato il numero uno al mondo - A volte sembra che stia giocando a ping pong e non è divertente essere dall’altra parte della rete. Quando gioca un tennis del genere mi dà motivazione per tornare in allenamento e dare il 100 percento per essere migliore di lui. A volte mi fa arrabbiare ma a volte mi dà la motivazione per migliorare. Lo ammiro. Qualche volta ci mandiamo i complimenti su whatsapp, gli ho scritto spesso per sentire come stava. Abbiamo un rapporto speciale, siamo amici fuori dal campo, non c’è solo la rivalità. La gente a volte pensa che tra due come noi non possa esserci amicizia, invece noi abbiamo dimostrato che può succedere". Sinner è stato al gioco, e ha elogiato il suo grande rivale: “Vorrei giocare così bene dappertutto. È sempre bello condividere il campo con Carlos. Vedere qui tutta la tua squadra, avete fatto un lavoro incredibile per tutta la stagione, vincendo titolo dopo titolo. Grazie per avermene lasciato almeno uno”, ha detto sorridendo.
