Volley Mercato: Milano che colpo ! arriva Simon

Volley Mercato: Milano che colpo ! arriva Simon

Il 'Gigante Buono' approda alla corte del presidente Fusaro dopo aver vinto nell'ultima stagione, la Cev Cup con Piacenza. A trentanove anni è pronto ad un'altra avventura
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MILANO-È senza dubbio un grand colpo di mercato quello messo a segno dall’ Allianz Milano per la prossima stagione. Un sogno coltivato negli anni e ora diventato realtà, paragonabile probabilmente, nella storia di Powervolley, solo all’operazione che portò a Milano Matey Kaziyski, esattamente nel maggio di tre anni fa. Robertlandy Simon, il gigante buono, arriva in casa Allianz Milano. È lui da tempo l’emblema del centrale moderno, capace di unire doti a muro e in attacco in primo tempo, garantite da un fisico davvero imponente, a un servizio in salto capace di mandare in crisi qualsiasi ricezione e degno del miglior opposto. Due metri e otto centimetri di altezza, esplosività fuori dal comune e una continuità ad altissimo livello che dura da oltre vent’anni: il campione cubano è ancora oggi uno dei giocatori più determinanti della SuperLega italiana. Lo ha dimostrato nelle ultime stagioni nella “sua” Piacenza, la prima squadra che lo accolse in Europa, dove solo poche settimane fa ha alzato da protagonista assoluto la Coppa Cev.

LA CARRIERA-

Nato l’11 giugno 1987 a Santiago di Cuba, figlio di due giocatori di basket, Simon ha iniziato un po’ per caso con la pallavolo nel Ciudad Habana, imponendosi giovanissimo nella nazionale del suo Paese. Con Cuba ha conquistato due titoli nordamericani, l’argento al Mondiale 2010 e numerosi riconoscimenti individuali come miglior muro e miglior centrale. A 23 anni la svolta nella sua carriera, prima di iniziare la World League 2011, il capitano lascia la sua nazionale. Il transfer Fivb arriverà dopo un anno e alcuni mesi, nel novembre 2012. Approda in Italia, sponda Copra Piacenza. È il primo passo di un percorso che lo renderà una leggenda della pallavolo italiana. Con Piacenza vince subito la Challenge Cup 2013 e la Coppa Italia 2014. Poi una parentesi in giro per il mondo, tra Corea del Sud, Qatar e Brasile. In Corea conquista tre campionati nazionali con l’OK Savings Bank, mentre con il Sada Cruzeiro in Brasile vince due campionati sudamericani e il Mondiale per Club. Nel 2018 torna in Italia alla Cucine Lube Civitanova. Con la maglia marchigiana vince tre scudetti, tre Coppe Italia, una Champions League e un Mondiale per Club. Dal 2022 Simon è tornato a Piacenza; ha poi vissuto una parentesi con lo Jakarta Bhayangkara Presisi, il tempo di alzare la Champions asiatica insieme a Keita e Mozic, prima storica volta per una squadra indonesiana, e ora ecco la nuova sfida a Milano. I numeri certificati dalla Legavolley parlano chiaro: è il centrale con il rendimento migliore dal suo rientro in Italia nella stagione 2018-19. Lo seguono in classifica Solé, Chinenyeze, Podrascanin e Galassi. Nell’ultima stagione, nonostante lo stop per infortunio, ha fatto registrare 0,52 punti a muro per set, preceduto in questa graduatoria soltanto da Loser, Beretta, Mosca e Flavio. Nella massima serie italiana conta 3.387 punti, dei quali 478 ace e 738 muri. Nel suo palmarès figurano 3 scudetti, 4 Coppe Italia, 1 Champions League e 2 Mondiali per Club, oltre a 3 campionati cubani, 3 campionati coreani, 1 Challenge Cup e 1 Champions asiatica.

Le parole di Robertlandy Simon

Cosa ti ha spinto ad accettare questa nuova sfida?

«La mia vita è sempre stata una continua sfida e questa nuova mi entusiasma molto. Sono felice di avere davanti un’opportunità tutta da scoprire nella mia carriera. Devo essere sincero: quando c’è stato il primo contatto con Allianz Milano ho pensato subito che sarebbe stato bellissimo giocare una stagione con coach Roberto Piazza e un palleggiatore come Cachopa. Così ho iniziato a parlare con il presidente Lucio Fusaro e con il direttore Fabio Lini e, quando mi hanno spiegato il progetto sportivo e il ruolo che avrei potuto avere all’interno della squadra, ho detto sì. Sapevo già che allenatore e regista sarebbero stati diversi, ma per me non era più quello l’aspetto principale: contava il progetto, ed era molto convincente».

In ogni squadra in cui hai giocato hai lasciato un ricordo speciale, grazie alla tua forza ma anche alla tua personalità. Cosa porterai a Milano dalle esperienze con la nazionale cubana, in Brasile, a Civitanova e soprattutto a Piacenza, che è stata la tua prima “casa” lontano da Cuba?

«È una domanda difficile. Credo che tutto parta dalle emozioni che provo giocando a pallavolo. Sono uno che ama vincere e in ogni allenamento cerco sempre di dare il massimo, spingendo anche i compagni a fare lo stesso. Mi piace lavorare con intensità, perché è quello che serve per affrontare ogni partita, sia quando le cose vanno bene sia nei momenti più complicati. Mi sono sempre considerato un grande lavoratore e penso che questo possa essere un valore importante per la squadra. Dal punto di vista umano, invece, provo sempre ad aiutare gli altri e a mettere la mia esperienza a disposizione del gruppo».

Come trascorrerai l’estate tra nazionale e famiglia? Sei preoccupato per l’attuale situazione di Cuba?

«Sono sempre preoccupato per il mio Paese e soprattutto per la mia famiglia che vive ancora a Cuba. Però sono anche felice di poter trascorrere un po’ di tempo con loro quest’estate. Allo stesso modo, vestire la maglia della nazionale mi rende sempre orgoglioso: mi diverto molto a giocare le competizioni internazionali e per me è sempre qualcosa di speciale».

In panchina troverai un allenatore emergente come Guillermo Falasca: lo conosci già? Che impressione hai di lui e quale apporto pensi di dare alla squadra?

«Certo, so chi è Guillermo Falasca, di nome e di fama, anche se ancora non abbiamo avuto modo di conoscerci bene. Ci vedremo presto a Milano. Abbiamo anche qualcosa in comune: lui, da giocatore, è passato dalla Piacenza di Leo Marshall pochi anni prima del mio arrivo in Emilia. So che è un allenatore con idee molto chiare e con una precisa filosofia di lavoro, orientata a costruire una squadra competitiva in SuperLega, che è uno dei campionati più belli e difficili del mondo. Io spero di poter dare il cento per cento per aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi».

Nel 2010 ai Mondiali in Italia ti hanno nominato il centrale più forte del mondo. Sedici anni dopo sei ancora a livelli incredibili: qual è il segreto per restare così competitivo?

«No, oggi non mi considero il centrale più forte del mondo e non mi consideravo tale neppure nel 2010. Come ho detto, sono sempre stato un grande lavoratore e ho cercato negli anni di trovare il giusto equilibrio. Un equilibrio che mi hanno aiutato a costruire anche allenatori come Dante Boninfante e Samuele Papi a Piacenza. Grazie a questo sono riuscito a dare sempre il mio contributo. È vero, non sono più giovanissimo, ma sono ancora uno a cui piace allenarsi e lavorare duro. Oggi devo prestare un po’ più attenzione a preservare il fisico, ma cerco sempre di fare tutto il possibile per aiutare la squadra, perché è questa la cosa più importante».

C’è un messaggio che vuoi mandare ai tuoi nuovi tifosi di Milano?

«Ai miei nuovi tifosi voglio dire che sono davvero molto carico ed entusiasta di rappresentare loro, questa grande città e questa società che mi ha accolto con grande fiducia. Sono pronto a dare il massimo in ogni momento per la squadra e per tutti i sostenitori. Spero di ricevere tanto entusiasmo e affetto, perché insieme possiamo vivere una stagione importante».


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