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Caro Kevin, tutt’appost?

Leggi il commento su De Bruyne, protagonista nella festa del centenario del Napoli con un sorriso inedito

Caro Kevin, tutt’appost? Nella festa del Centenario in Piazza Plebiscito con imperdonabili dimenticanze (Sallustro, Arnaldo Sentimenti, Pesaola, Roberto Fiore, Antonio Juliano, Vinicio, Ottavio Bianchi, Allodi) e su un palco senza anima ed emozione, la nota positiva è stato il sorriso inedito di Kevin De Bruyne accompagnato dalla sua prima frase in napoletano: tutt’appost. Ueilà. Tutt’appost, caro Kevin? Dopo le sgradevoli parole su Antonio Conte, il mio spazzolone belga ha abbandonato il ruolo di estraneo alle vicende azzurre, interrompendo addirittura le vacanze per non mancare in Piazza Plebiscito, e torna tra noi non più campione offeso dal “gioco all’italiana” di Conte, ma libero e bello per Max Allegri. Certo, il sorriso di McFratm riempie il cuore, così sincero e appassionato, da ragazzone aperto all’esperienza napoletana, e Bruscolotti che nel suo bruscolese rivendica lo scudetto con Diego è simpatia pura, e Careca si fa ancora amare confessando che ormai alla sua età non tira più neanche un tracco, e Andrea Carnevale mi ha commosso con la sua bella chioma bianca, ma, insomma, stavolta Kevin De Bruyne ha fatto la sua magnifica figura.

De Bruyne vero acquisto del Napoli di Allegri?

Il fuoriclasse non si discute, anche a 35 anni, ma al suo primo anno a Napoli Kevin si era incredibilmente sottratto alla nostra magia. È possibile che vedendo la folla in Piazza Plebiscito, passione di popolo non riscontrabile in nessun’altra parte del mondo, figuriamoci a Manchester e a Wolfsburg, Kevin abbia capito e socchiuso il suo cuore belga. Sarà Kevin De Bruyne, al quale è incredibilmente mancato il Pallone d’Oro, il vero acquisto del Napoli di Allegri? È questo il grande interrogativo della stagione azzurra “non si compra se non si vende”. Attesa fremente per il primo colloquio tra Kevin e Max. Scintille, fuoco, focherello, incendio?

Allegri imposterà la squadra su De Bruyne?

Poco pratici delle formule di gioco, già confusi a scuola dalla formula di Einstein, a occhio un Napoli con De Bruyne farebbe saltare l’annunciato e amato 4-3-3. Max escogiterà una diversa scacchiera tattica per inserire l’unica mezz’ala che sa dare la palla agli attaccanti? Perché questo è il maggiore pregio di Kevin, il passaggio irresistibile per il gol. Max imposterà la squadra su De Bruyne? Qualcuno, tra gli azzurri più autorevoli, ha avvertito (sensatamente) che non si fa una squadra su un solo uomo, escludendo Diego nostro si capisce. L’equilibro dello spogliatoio può vacillare. A meno che un super De Bruyne, senza farsi male, non ritorni a mostrare miracoli e magie. 

De Bruyne sarà una chance, un problema, una risorsa, una cometa o una stella spenta?

Cerchiamo di non dimenticare Antoniuccio Vergara e proviamo ancora con Vincenzino Prisco, visto che siamo all’anno zero del calcio italiano che impone di valorizzare i nostri giovani talenti. Ma questo è un altro discorso. A Castel di Sangro, il sorriso di Piazza Plebiscito non basterà.

De Bruyne sarà una chance, un problema, una risorsa, una cometa o una stella spenta? Allegri ha esperienza e competenza per darci una risposta, anche se Acciughino dei nostri nuovi sogni probabilmente ha nostalgia di Rabiot, il suo corsiero del sole nel centrocampo di Juventus e Milan.

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