Haaland, le frasi che fanno il giro del mondo. La sfida all'Italia, i capelli e la paura più grande: "Quando morirò..."
C'è spazio per una delle domande più cliccate sul web: "Da quanto tempo non taglio i capelli? Credo più o meno quattro anni". C'è spazio per la sfida all'Italia: "Vogliamo il Mondiale e vogliamo anche imporci magari all'Europeo. Credo che per la Norvegia sia arrivato il momento di vincere un torneo". C'è spazio per la vita privata: "È stata la mia fidanzata a provarci con me, non il contrario". Ma, soprattutto, c'è spazio per raccontarsi come mai prima. Erling Haaland interviene al programma norvegese "The A-team" di NRK e si mette a nudo davanti a un gruppo di cronisti. Parla di tutto, soprattutto della sua paura più grande: "Sì, è la morte, mi chiedo cosa succedrà quando... Tutto è un po' spaventoso se sei sdraiato da solo a letto prima di addormentarti e pensi: "Cosa succederà il giorno in cui morirò?". "Andrai in paradiso? Andrai all'inferno? Dove andrai?". Haaland ha 25 anni, è uno dei giocatori più ricchi, forti e famosi al mondo, eppure le sue paure e i suoi pensieri sono quelli di qualsiasi essere umano. Soprattutto quando ti trovi costretto a dire addio a persone care nel giro di poco tempo: "Ho perso mia nonna, ho perso mio nonno, il mio agente. E poi l'anno scorso ho perso mio zio. O meglio, lo chiamo zio, non lo è, ma è un caro amico, Ivar (Eggja). Come faccio a elaborare la cosa? È difficile", l'ammissione di Haaland.
Haaland e il messaggio dell'amico in punto di morte
Proprio pensando a lui, Haaland racconta un retroscena che lo emoziona sempre. Ivar Eggja, soprannominato "Mr. Fixer" dalla sua famiglia, è morto l'11 settembre dello scorso anno dopo una breve malattia: "È triste non averlo più. Sarebbe stato qui oggi e mi avrebbe fatto bene, abbiamo fatto tanto insieme e mi mancherà per il resto della vita". Una cosa, però, lo consola: "Ci ho parlato poco prima che morisse. Quello che mi ha detto allora è stato: "Esci e dai il massimo in campo". E "divertitevi" e tutto il resto. Quindi voleva che vivessi al meglio, anche senza di lui. Ed è importante pensarci per me".
Haaland e la sfida all'Italia con la Norvegia
E, allora, visto che si parla di calcio, l'attaccante del City non può non pensare alla sua nazionale: stesso girone dell'Italia - dominato -, la qualificazione al Mondiale americano è a un passo. Anche perché è da Euro2000 (finale persa dall'Italia contro la Francia, cucchiaio di Totti in semifinale all'Olanda, per intederci) che la Norvegia non partecipa a un grande torneo: "Vorrei vincere di nuovo la Champions League con il City e poi giocare la Coppa del Mondo o l'Europeo con la Norvegia. Penso che ci sarebbe una festa per le strade. Ora è giunto il momento per noi norvegesi di partecipare a un torneo e provare a vincerlo".
Il racconto sul parto del figlio: Haaland e la battuta su Guardiola
Infine, Haaland si è raccontato come papà (il figlio è nato 10 mesi fa): "Ho giocato una partita, e subito dopo sono andato via e sono stato presente per tutto il parto. Quindi ho avuto il pieno controllo della situazione. Sappiamo che noi giocatori spesso non possiamo essere sempre presenti, penso che Guardiola si arrabbierebbe se chiedessi di non giocare per il compleanno di mio figlio. Ma dopo la mia carriera, posso essere presente a ogni compleanno e a ogni festa. Quindi in questo momento devo solo fare un favore alla squadra e spero di esserci se posso, ma se sto giocando una partita, non posso. È semplicemente così che vanno le cose".
