Mourinho, le parole da brividi sulla Roma fanno commuovere: "Il posto più bello, nessuno tocchi i tifosi". E su Chivu...

Il tecnico parla a "Il Giornale" e "Sport Mediaset": a quasi quattro anni da Tirana, fa emozionare qualsiasi romanista. E dice la sua anche sul calcio italiano
Chiara Zucchelli
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Quasi quattro anni fa, il 25 maggio 2022, la Roma vinceva l'unico trofeo dei suoi ultimi 18 anni. Le chiacchiere se le porta via il vento, la bacheca l'ha aperta solo Mourinho. Ma sarebbe riduttivo parlare di JM solo per quella coppa: Mou ha cambiato la storia recente della Roma e in un'intervista a "Il Giornale" si capisce perché. Ecco le sue parole: "Perché a Roma è così difficile vincere? Non so, per me è il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l'Olimpico sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori. Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma - continua Mou - perché quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così".

Mourinho: "La mia Roma è finita"

Continua Mourinho: "Ma la mia Roma è finita, non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare".

Cosa ha detto Mourinho su Chivu e la nazionale italiana

Non solo Roma, però. Mou ha parlato anche di Inter e Nazionale: "Mi fa piacere per Chivu che l'Inter possa vincere lo scudetto, anche se quando lo allenavo non avrei mai pensato potesse fare l'allenatore. Non sembrava un predestinato, è stato intelligente, ha studiato e fatto la gavetta. Non è nato per generazione spontanea. Molti oggi vanno in panchina perché sanno vendersi bene. E poi diciamolo: questa cosa che l'idea di gioco vale più dei risultati è la più grande bugia del calcio. Non ho ancora scritto a Chivu, perché non c'è ancora la matematica. Lasciamogli fare il punto che manca, quando succederà lo farò. La chat del Triplete? Io sono terribile col telefono, ma Materazzi è il responsabile di questa cosa". Sulla Nazionale Mourinho spiega: "Qualcuno mi ha chiesto se allenerei l'Italia. Non avete bisogno di un tecnico straniero, non potete avere Carlett, ok. Ma avete Allegri, Conte e ne potrei citare altri 5 o 6. Vi faccio l'esempio del Portogallo: venite a vedere come vengono organizzati i tornei giovanili, quali sono le condizioni. Basta questo per capire e magari copiare. Ero con Rui Costa - aggiunge a Mediaset - e non credevamo che la nostra Italia potesse esser fuori dal Mondiale. L'Italia deve ripensare tutto dalla base, il nome del signor Malagò è forte, mi piacerebbe tanto, può cambiare le cose con la sua esperienza, l'Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con M&M: Malagò e Max". Infine, sul Real Madrid, Mourinho glissa: "Il mio prossimo traguardo è portare il Benfica in Champions".

Mourinho: "Le mie battaglie contro il sistema, non gli arbitri"

"Farioli il nuovo Mourinho? Vincerà il campionato con merito, è un campione. Ti può piacere più o meno come gioca o come comunica, ma quando si vincere si vince". "Non mi piace il colpevole prima dei processi. In Portogallo si dice che non c'è il fumo senza il fuoco. Le mie battaglie? Più contro il sistema che contro gli arbitri". Sul Mondiale: "Mi piacerebbe il Portogallo, ma Carletto è Carletto. Il Brasile ce la può fare con lui, una cosa è una squadra è con Carlo, una senza. L'Argentina è una vera squadra, unita, compatto, hanno piacere a giocare per la Nazionale. Poi la Francia, ha tre squadre praticamente che possono competere. L'Inghilterra prima o poi arriverà. Sto pensando di fare vacanze fino ai quarti, ci sono troppe squadre, vanno lì solo per perdere. Fenomeno sociale incredibile, ma se parliamo di vero calcio ci sono squadre che vanno lì solo a passeggiare. Dai quarti inizia la festa".


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