Rocchi cita Schenone, l'Inter è irritata ma serena: i prossimi passi della Procura sul caso

Il club referee manager cura i rapporti con l’Aia e la formazione dei tesserati: cosa accade ora
Giorgio Coluccia
6 min

L'inizio della nuova settimana servirà a fare luce sui i prossimi passi della Procura di Milano. Si ripartirà dalle audizioni tra gli esponenti del mondo arbitrale che potrebbero aggiungere nuovi elementi all’indagine nata dal coinvolgimento dell’ex designatore Gianluca Rocchi per presunto concorso in frode sportiva. In ordine cronologico una delle ultime novità riguarda il nome di Giorgio Schenone - responsabile in casa Inter dei rapporti con gli arbitri - spuntato in un’intercettazione dello stesso Rocchi a San Siro lo scorso 2 aprile 2025, giorno della semifinale d’andata di Coppa Italia contro il Milan. In quell’occasione l’ex designatore e il suo interlocutore avevano fatto il nome del referee manager nerazzurro, parlando di designazioni “sgradite” o meno, ma senza alcun riferimento letterale ad altre figure del club o a situazioni specifiche. L’Inter rimane infastidita per essere stata tirata in ballo, senza che ci siano elementi diretti a suo carico (e nemmeno tesserati indagati), e allo stesso tempo si sente anche tranquilla perché Schenone rappresenta proprio la figura preposta al dialogo con gli arbitri, a fare da tramite per chiedere spiegazioni o maggiori chiarimenti sulle scelte prese in campo.

Schenone, figura preposta

Come per tutte le altre società di Serie A, si tratta di una figura che ha le competenze adatte anche per scendere nel merito dei regolamenti e che si interfaccia costantemente con il mondo arbitrale, inclusi i fischietti designati per dirigere le singole partite. Non solo, il referee manager svolge costantemente corsi e attività di formazione in materia. Schenone in casa Inter ha portato la sua conoscenza pregressa da assistente di linea e anche da Avar, tra Serie A e B, dal 2009 al 2020. In più sotto gli occhi di tutti ci sono gli elementi emersi fino a questo momento, che vedono Andrea Colombo teoricamente dato dal pm come “gradito” dall’Inter, ma dal 2 aprile in poi arruolato una sola volta per una partita dei nerazzurri in occasione della trasferta a Bologna. I conti non tornano nemmeno sulla posizione di Doveri, secondo la procura “sgradito” al club di Viale Liberazione eppure designato nell’aprile dell’anno scorso prima per Parma-Inter e poi per il derby di ritorno in semifinale di Coppa Italia. Un finale di stagione bollente che spiega le scelte anche a livello tecnico, partendo dal resoconto delle presenze stagionali 2024/25 degli arbitri con Doveri in cima alla graduatoria seguito a ruota da Guida, Massa e Colombo.

La proroga

Prima dell’attuale weekend gli step dell’inchiesta milanese hanno condotto all’interrogatorio dell’ex supervisore Var, Andrea Gervasoni, e a quello mancato dell’ex designatore Rocchi, che ha scelto di non presentarsi davanti ai pm. Va ricordato come al momento gli indagati siano cinque, tutti appartenenti al mondo arbitrale, di cui quattro per concorso in frode sportiva (Rocchi, Gervasoni, Nasca e Di Vuolo) e uno per false informazioni al pubblico ministero (Paterna). Allo stesso Gervasoni è stato chiesto anche di Inter-Roma, ma l’ex arbitro ha negato di essere intervenuto sul Var per scoraggiare l’idea di richiamare il direttore di gara al monitor, anche se la Procura di Milano - sospettando tagli artificiosi - vorrebbe entrare in possesso delle registrazioni integrali delle comunicazioni audio. Su Rocchi invece la scelta di non presentarsi davanti agli inquirenti è stata dettata dal suo legale, Antonio D'Avirro: non aveva in mano gli elementi per affrontare l’interrogatorio. La stessa Procura, infine, ha già chiesto la proroga di sei mesi dell’inchiesta, che era scaduta esattamente una settimana fa. 


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