Chi ha paura di Malagol? Le strane manovre intorno al calcio
Una cosa deve far riflettere: da quando l’intera Serie A ha avanzato compatta - venti meno uno - la candidatura alla presidenza federale di Malagò i calciatori hanno ricominciato ad andare a escort, alcuni arbitri segati si sono messi a denunciare le presunte malefatte di Rocchi, che avrebbe favorito l’Inter per diventare presidente dell’Aia, ruolo al quale era stato peraltro designato, i soci Agi si sono scoperti cronisti d’assalto, due personaggi facilmente riconoscibili hanno cercato di capire dall’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, se esistessero i presupposti per l’ineleggibilità dell’ex numero 1 del Coni, l’Arsenal è tornato in finale di Champions dopo vent’anni, Abete si è candidato con i Riformisti, il festival di Sanremo ha richiamato i Jalisse e Adani ne ha detta una giusta. Dimenticavo: Giancarlo Giorgetti, tifoso del Southampton e ministro del Mef con mille e uno problemi da risolvere, è stato continuamente tirato in ballo poiché considerato il nemico dichiarato di Malagol.
Giovanni presidente fa paura a qualcuno, agli stessi che chiedono a gran voce il commissariamento della Figc sostenendo che il nostro calcio non sia in grado di risolvere da solo, o con quelli che ha, i propri problemi. Servirebbe Tarzan.
Da qui in avanti mi aspetto che si scopra che Malagò non ha 67 anni ma 77, avendo taroccato i dati anagrafici; che le Ferrari non le venda ma le ricicli; che non sia romanista ma juventino della prima ora.
L’importante, nella fase pre-elettorale, è fare casino, piazzare ad agenzie e giornali tante polpette avvelenate per dimostrare che questo calcio fa schifo ed è da rifare. Come se non ce ne fossimo accorti e avessimo bisogno di conferme.
Aspettando ansiosamente Tarzan, ci accontentiamo di tante Chita.
PS. Martedì sono rientrato da Padova con lo stesso treno di Malagò. A pranzo non ho ordinato le cose che ha preso lui. Hai visto mai?
