Abete rilancia la sua corsa per la Figc dopo l'incontro con Aic e Aiac: "Vado avanti"
ROMA - Giancarlo Abete continua la sua corsa per la presidenza della Figc e rilancia la sua possibile candidatura in vista delle elezioni del 22 giugno, dalle quali uscirà il successore di Gabriele Gravina (dimessosi dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali dell'Italia). A confermare la sua volontà di andare avanti nella 'sfida a distanza' con Gianni Malagò (sostenuto dai club di Serie A) è stato lo stesso numero uno della Lnd dopo l'incontro con le componenti rappresentative dei calciatori (Aic) e degli allenatori (Aiac).
Elezioni Figc, l'incontro di Abete con Aic e Aiac
"È stato un incontro positivo e diretto. L'occasione è stata importante, c'era una rappresentanza organica delle componenti con la possibilità di scambiare idee e riflessioni - ha detto Abete all'uscita dal summit, andato in scena a Roma e durato più di due ore -. Ci sentiremo nei prossimi giorni, avendo ascoltato sia Malagò sia me faranno le loro valutazioni. Io vado avanti tranquillamente. Sono soddisfatto che si cominci a parlare dei problemi del calcio. È importante che all'interno delle componenti ci sia una riflessione che non sia solo collegata al nome".
Le parole del presidente della Lega Nazionale Dilettanti
"Le problematiche le conosciamo da anni, si è fatta una riflessione sugli scenari generali e su alcune aree collegate a delle priorità che vengono date in relazione ai programmi da presentare entro il 13 maggio - ha spiegato Abete -. Non ci sono situazioni che sono collegate a disagio di rapporti non consolidati". Poi, in merito a possibili riflessioni sulla propria candidatura, Abete ha sottolineato come "fino a che c'è una situazione collegata a termini che non sono scaduti il mio auspicio è che ci siano candidature diverse e che si parta dai contenuti e non dalle persone. Ovvio che queste ultime sono importanti, ma devono esserci idee condivise perché il problema è avere una persona che abbia capacità di trovare momenti di mediazione e di sintesi positiva. Sono soddisfatto che si cominci a parlare dei problemi del calcio - ha aggiunto il presidente della Lega Nazionale Dilettanti -. È importante che all'interno delle componenti ci sia una riflessione che non sia solo collegata al nome di una persona che può dare o novità o a un'altra che dia stabilità".
La risposta sul possibile ripescaggio dell'Italia ai Mondiali
Così invece ha risposto a una domanda sul possibile ripescaggio dell'Italia ai Mondiali in caso di una mancata partecipazione da parte dell'Iran: "Da tifosi non si può che sperare, da persone che hanno una logica nella quale ci sono situazioni collegate a un quadro normativo ho delle grandi perplessità. Tutto può avvenire ma se, come leggo, il soggetto fa la proposta per Trump non saprei da che parte iniziare (il riferimento è a Paolo Zampolli, inviato del presidente Usa che avrebbe chiesto alla Fifa di riammettere gli azzurri, ndr). Io sapevo che c'era una situazione collegata alla rappresentatività di aree geografiche. Se fossi un continente direi che quel posto spetta a una squadra dello stesso continente. Onestamente non ho approfondito, speravo di non doverlo fare quando mi sono dimesso nel 2014, poi è stata necessità di farlo - ha concluso Abete - perché non ci siamo qualificati per tre volte consecutive alle fasi finali".