Benfica, Mourinho si presenta: "Fenerbahce? Un errore. Qui torno al mio livello"

Le dichiarazioni in conferenza stampa del nuovo allenatore del club portoghese: insieme a lui il presidente Rui Costa

Dopo la fine dell'esperienza sulla panchina del Fenerbahce, José Mourinho riparte dal Portogallo: è ufficialmente il nuovo allenatore del Benfica. L'ex Inter e Roma sarà il sostituto di Bruno Lage, esonerato dopo la sconfitta casalinga in rimonta in Champions League contro il Qarabag. Insieme al presidente del Benfica Rui Costa, l'allenatore si è presentato in conferenza stampa: "Ho così tante emozioni, ma credo che l'esperienza mi aiuti a controllarle. Voglio ringraziarvi per la fiducia. Devo essere in grado di mettere da parte tutte queste emozioni e guardare al Benfica e al mio lavoro. Sono l'allenatore di uno dei club più grandi del mondo. Voglio concentrarmi e focalizzarmi su questa missione, concentrandomi su qualcosa di veramente entusiasmante. Vivrò per il Benfica, per la mia missione". Poi parlando della sua ultima esperienza aggiunge: "Ho fatto un errore andando al Fenerbahçe. Non era il mio livello culturale, non era il mio livello calcistico. Ovviamente, ho dato tutto fino all'ultimo giorno. Ovviamente, ho dovuto piangere, come sta facendo ora Bruno [Lage, ndr], perché a nessuno piace andarsene, ma allenare il Benfica è tornare al mio livello".

Benfica, la presentazione di Mourinho: "Deciderò io quando mi ritirerò"

Per Mourinho si tratta di un ritorno. Infatti il suo debutto da primo allenatore è avvenuto proprio sulla panchina del benfica nel 2000: "Sono passati 25 anni, ma non sono qui per celebrare la mia carriera. Sono stati 25 anni in cui ho avuto l'opportunità di lavorare per i club più grandi del mondo. La prima e oggi sono due fasi completamente diverse, non solo nella mia carriera. Ero all'inizio, oggi sono in un momento di grande maturità, e posso dire che se qualcuno si aspetta che io concluda la mia carriera tra quattro o cinque anni, si sbaglia. Sarò io a decidere quando la concluderò. Ciò che è cambiato è che oggi ho più fame di quanta ne avessi 25 anni fa". A Lisbona si è presentato un Mourinho diverso rispetto a quello cui aveva abituato negli anni della sua carriera: "Come persona mi sono trasformato in meglio. Sono più altruista, meno egocentrico, penso al bene che posso fare per gli altri. Non sono io la cosa importante: il Benfica è importante, i tifosi sono importanti. Mi identifico con coloro che vogliono vincere e si sentono parte del sacrificio. Noi, allenatori e giocatori, siamo privilegiati, ma in 90 minuti rappresentiamo tutte queste persone. È con questo sentimento che sono sempre sceso in campo".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Liga Portugal

Mourinho: "L'accoglienza mi ha fatto venire la pelle d'oca"

L'allenatore ha poi parlato degli ultimi anni della sua carriera: "Per alcuni, ho due curriculum: uno che è durato un certo periodo e un altro che rappresenta una fase meno fortunata della mia carriera. La parte negativa della mia carriera sono due finali europee negli ultimi cinque anni". Ora con il Benfica torna al vertice del calcio europeo, e le aspettative sono altissime. Basti pensare all'accoglienza ricevuta: "Ero seguito da motociclette con telecamere, la gente sapeva dove fossi e i tifosi del Benfica sono scesi in piazza. Questo mi fa venire la pelle d'oca. Vogliamo sempre vincere. Non possiamo perdere come due giorni fa, quello non è il Benfica. Il Benfica è la squadra che ha giocato contro il Fenerbahçe per 30 minuti, che ha lottato a Istanbul con un uomo in meno".

Mourinho ha messo subito in chiaro i suoi obiettivi per la squadra: "Questo è il Benfica con cui mi identifico, quello con cui sono cresciuto. Devo fare i primi passi con molta delicatezza. Non posso cambiare drasticamente. Non posso fare i primi passi e cercare di cambiare tutto in una volta. Bisogna farlo con calma. Bisogna partire dal profilo emotivo. Dobbiamo scendere in campo sapendo che non siamo solo in 11, ma milioni di noi". 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Liga Portugal

Rui Costa: "Onorati che un allenatore come lui ci abbia scelto"

Rui Costa ha poi raccontato come è andato l'ingaggio di Mourinho: "Ingaggiare un allenatore non è mai facile, ma per me è stato un enorme privilegio. Mi ha dato ancora più forza e sostegno credere di avere la persona giusta al momento giusto, e siamo stati davvero onorati di sapere che un allenatore di questo prestigio voleva allenarci. Questo ha ovviamente facilitato la scelta e la decisione finale, e si è rivelato anche un processo più rapido. Ecco perché il Benfica era ansioso, e il signor José Mourinho è stato subito desideroso di allenare questo club".

In casa Benfica è anche tempo di elezioni: il 25 ottobre ci saranno le votazioni e Rui Costa è in corsa da presidente uscente. Tanti lo accusano di aver utilizzato l'ingaggio di Mourinho come strumento elettorale: "L'ho sentito dire spesso... Come presidente del Benfica, sto scegliendo un allenatore per il futuro del Benfica. La mia responsabilità è garantire il meglio per il futuro del Benfica in qualsiasi circostanza. Sarebbe irresponsabile rimanere senza allenatore un mese prima delle elezioni, dopo averne appena licenziato uno. Sarebbe estremamente irresponsabile, come presidente del Benfica, non agire in questo modo, e certamente non come candidato". 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Liga Portugal

Dopo la fine dell'esperienza sulla panchina del Fenerbahce, José Mourinho riparte dal Portogallo: è ufficialmente il nuovo allenatore del Benfica. L'ex Inter e Roma sarà il sostituto di Bruno Lage, esonerato dopo la sconfitta casalinga in rimonta in Champions League contro il Qarabag. Insieme al presidente del Benfica Rui Costa, l'allenatore si è presentato in conferenza stampa: "Ho così tante emozioni, ma credo che l'esperienza mi aiuti a controllarle. Voglio ringraziarvi per la fiducia. Devo essere in grado di mettere da parte tutte queste emozioni e guardare al Benfica e al mio lavoro. Sono l'allenatore di uno dei club più grandi del mondo. Voglio concentrarmi e focalizzarmi su questa missione, concentrandomi su qualcosa di veramente entusiasmante. Vivrò per il Benfica, per la mia missione". Poi parlando della sua ultima esperienza aggiunge: "Ho fatto un errore andando al Fenerbahçe. Non era il mio livello culturale, non era il mio livello calcistico. Ovviamente, ho dato tutto fino all'ultimo giorno. Ovviamente, ho dovuto piangere, come sta facendo ora Bruno [Lage, ndr], perché a nessuno piace andarsene, ma allenare il Benfica è tornare al mio livello".

Benfica, la presentazione di Mourinho: "Deciderò io quando mi ritirerò"

Per Mourinho si tratta di un ritorno. Infatti il suo debutto da primo allenatore è avvenuto proprio sulla panchina del benfica nel 2000: "Sono passati 25 anni, ma non sono qui per celebrare la mia carriera. Sono stati 25 anni in cui ho avuto l'opportunità di lavorare per i club più grandi del mondo. La prima e oggi sono due fasi completamente diverse, non solo nella mia carriera. Ero all'inizio, oggi sono in un momento di grande maturità, e posso dire che se qualcuno si aspetta che io concluda la mia carriera tra quattro o cinque anni, si sbaglia. Sarò io a decidere quando la concluderò. Ciò che è cambiato è che oggi ho più fame di quanta ne avessi 25 anni fa". A Lisbona si è presentato un Mourinho diverso rispetto a quello cui aveva abituato negli anni della sua carriera: "Come persona mi sono trasformato in meglio. Sono più altruista, meno egocentrico, penso al bene che posso fare per gli altri. Non sono io la cosa importante: il Benfica è importante, i tifosi sono importanti. Mi identifico con coloro che vogliono vincere e si sentono parte del sacrificio. Noi, allenatori e giocatori, siamo privilegiati, ma in 90 minuti rappresentiamo tutte queste persone. È con questo sentimento che sono sempre sceso in campo".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Liga Portugal