Kvaratskhelia, Champions da Pallone d’Oro. Ma deve sfidare Dembelé e Vitinha

Non essere al Mondiale potrebbe essere penalizzante per la corsa al premio più ambito
Andrea Losapio
5 min

L'anno non è bisesto e nemmeno funesto, se pensiamo che il calcio sia un gioco di squadra e il PSG ha alzato la Champions League al cielo di Budapest due giorni fa. Però Khvicha Kvaratskhelia, senza la Coppa del Mondo americana, sarebbe stato il principale favorito per il Pallone d'Oro che verrà assegnato il prossimo 26 ottobre a Londra, località inedita dopo che la premiazione era esclusiva parigina in onore di France Football. Paradossalmente può avere dato una mano a Ousmane Dembele nella rincorsa al secondo premio consecutivo, perché il guizzo su Mosquera ha mandato l'attaccante transalpino a spiazzare Raya dagli undici metri. Uno però sarà protagonista con la Francia, l'altro in vacanza dopo l'eliminazione della Georgia. Se non altro ieri è arrivato il premio come miglior giocatore della competizione, ufficializzato nel pomeriggio ma già nell'aria da diverse ore: «La migliore partita di Kvaratskhelia - scrive la UEFA - è arrivata nell'indimenticabile vittoria per 5-4 contro il Bayern di Monaco, con il tiro a giro dell'1-1, salvo poi aggiungere un potente tiro per completare una splendida doppietta». 

Kvara, superati i propri limiti in Champions

 In questa edizione della Champions Kvara ha superato i propri limiti in quanto a importanza. Gol contro l’Atalanta, gol e assist con il Leverkusen, assist con il Tottenham, gol con lo Sporting, assist con il Newcastle, gol contro il Monaco, due gol e un assist con il Chelsea all’andata più un’altra rete al ritorno, gol contro il Liverpool e assist al ritorno, la già citata doppietta contro il Bayern con assist al ritorno e, nell’ultima gara, il rigore procurato e poi trasformato da Dembele. Totale di dieci marcature e sei passaggi decisivi in sedici gare totali, numeri che lo consacrano come il migliore. Certo, come già detto il Mondiale gioca a suo sfavore, a meno che non vinca un outsider: probabilmente solo Germania e Olanda non avrebbero un vincitore già scritto in caso di trionfo al MetLife Stadium di New York il prossimo 19 di luglio. Dembele per la Francia, Vitinha per il Portogallo (o Cristiano Ronaldo), il sempiterno Messi per l'Argentina, Kane per l'Inghilterra, Yamal per la Spagna, Raphinha o Vinicius per il Brasile, Haaland per un improbabile impresa norvegese. 

 

 

"Orgoglioso di far parte di questa squadra"

Quarantotto partite, diciannove reti e dieci assist, le statistiche sono peggiori in Ligue 1 che in Champions, forse perché il Paris Saint-Germain non ha poi troppo bisogno delle sue stelle per vincere un campionato competitivo solo per la seconda posizione in poi. «È davvero incredibile - ha detto Khvicha Kvaratskhelia dopo la vittoria con l'Arsenal - non riesco a descrivere le emozioni che provo. Sono davvero orgoglioso di far parte di questa squadra. Abbiamo vissuto una stagione difficile, ma siamo campioni per due anni di fila. Ai rigori serve fortuna, ma bisogna anche lavorarci sopra e noi lo abbiamo fatto. Credo che meritassimo di vincere perché abbiamo avuto tantissime occasioni per fare gol». 

 


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