Juve, effetto Rabiot: Depay in stand by. E Paredes rischia

In un centrocampo adesso affollato potrebbe mancare spazio all’argentino. Mamma Veronique ha fatto evaporare i 20 milioni già concordati con il Manchester e così si tornano a valutare anche altre cessioni
Juve, effetto Rabiot: Depay in stand by. E Paredes rischia© LAPRESSE
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Nicola Balice
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TORINO - Si può chiamare effetto Rabiot. Quello che porta la Juve di nuovo a rallentare in una fase del mercato in cui servirebbe accelerare. La cessione del centrocampista francese, infatti, avrebbe permesso al club bianconero di completare il complesso mosaico dell'organico da mettere a disposizione di Max Allegri: erano pronti 20 milioni più bonus in arrivo da Manchester, si sarebbe liberato ulteriore spazio salariale, poi la rottura tra lo United e Veronique Rabiot ha complicato i piani della Juve. Che prevedevano comunque altre cessioni da completare magari in extremis, come quella complicatissima di Arthur o quelle dei vari giovani sulla rampa di lancio del prestito. Compromesso l'affare Rabiot, invece, si torna a prendere tempo anche per quelle operazioni ormai apparecchiate: vedi Memphis Depay, vedi Leandro Paredes. Obiettivi sempre centrali in vista delle ultime settimane di mercato, ma prima di passare alle battute finali adesso la Juve deve di nuovo ricreare le condizioni interne ritenute necessarie: al di là dell'attesa dell'accordo tra Depay e il Barcellona, al di là di quello tra Juve e Psg, bisogna creare spazio in qualche modo. Magari tornando a valutare eventuali proposte in arrivo anche per altri elementi che sembravano ormai sicuri di restare (come Denis Zakaria o addirittura Weston McKennie, non in vendita ma nemmeno incedibili). Il tempo di cambiare registro, quindi di comprare anche senza la certezza delle cessioni, magari arriverà ma oggi non è ancora arrivato.

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Depay, il punto

Prosegue quindi più a Barcellona che a Torino la questione Depay. La fretta degli scorsi giorni ha lasciato spazio alla prudenza in casa Juve, a un passo o forse meno dall'intesa con l'olandese quando Rabiot sembrava sulla porta d'uscita. Lo spazio per ingaggiarlo, invece, va di nuovo ricreato. Anche se un colpo in attacco resta necessario, Filip Kostic ha colmato un vuoto in organico ma quel giocatore che possa sia far rifiatare che affiancare Dusan Vlahovic ancora manca e Moise Kean non fornisce le garanzie necessarie: così si continua a lavorare con l'entourage di Depay per limare i dettagli riferiti ai bonus e all'opzione per un anno in più, solida la base del biennale da 5,5-6 milioni netti a stagione. Ma allo stesso tempo si aspetta senza forzature che Depay riesca a ottenere la risoluzione di contratto dal Barcellona, continuano a ballare 2-3 milioni tra buonuscita e pendenze arretrate, respinta al mittente la richiesta del club blaugrana alla Juve di colmare questo gap. Banalmente, se ieri Depay avesse ottenuto lo svincolo, avrebbe dovuto aspettare comunque almeno qualche giorno. E pure lui vuole avere la certezza di diventare bianconero prima di lasciare Barcellona.

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Paredes a rischio

Se in attacco l'urgenza rimane, a centrocampo è una questione di qualità e non di emergenza numerica. Anzi, facendo la conta è fin troppo affollato questo reparto: sono ancora nove i centrocampisti presenti in rosa, da Pogba a Locatelli e McKennie, da Rabiot ad Arthur e Zakaria, arrivando ai baby Fagioli, Miretti e Rovella. Ecco perché è l'operazione Paredes più che quella Depay a rischiare di essere di nuovo messa in stand-by. L'argentino ha detto di sì alla Juve e aspetta, il club bianconero continua a lavorare ai fianchi del Psg per ottenere un prestito: un forcing che ha ottenuto ora l'apertura dei parigini, anche se manca ancora l'intesa sulla valutazione finale (richiesta non inferiore ai 20 milioni) e sui termini che trasformerebbero il diritto in obbligo di riscatto.

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