Juve, Lukaku è in cassa: tutte le cifre del sì

Per la Juventus è sostenibile l’arrivo di Big Rom: tra cessioni e decreto crescita, l’attaccante rinforzerà la rosa e non peserà troppo sul bilancio
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Chiara Zucchelli
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Mettere a posto i conti è una priorità. Per la Juventus come per praticamente tutte le squadre. Ma anche regalare ad Allegri l’attaccante che ha scelto da mesi può essere una priorità. Soprattutto adesso che manca una settimana all’inizio del campionato. In attesa dei prossimi - decisivi - incontri con il Chelsea, la Juve è consapevole che i soldi in cassa per rendere sostenibile l’arrivo di Lukaku ci sono. Se il Chelsea arrivasse a 30 milioni cash per Vlahovic, oltre naturalmente al cartellino di Romelu, Giuntoli e Scanavino riuscirebbero a mettere a posto conti e squadra. Ma, in attesa che i due club si sentano a breve, ecco come i numeri già ora quadrano per far sì che Lukaku possa vestire la maglia bianconera.

Juve, il decreto crescita

Non avendo, di fatto, mai perso per un anno intero il rapporto con il fisco italiano, come quando è tornato all’Inter, l’attaccante belga può ancora usufruire del decreto crescita. E questo per il bilancio è oro. Chiaramente la Juventus sa perfettamente che uno stipendio così alto per un trentenne non è mai la situazione ideale per il monte ingaggi, ma un triennale da nove milioni a stagione, più opzione per la quarta stagione, è sostenibile.

Juve, tutti i ricavati dalle cessioni

In questi mesi, infatti, la Juve ha incassato 30 milioni per Kulusevski, 5,5 per Dragusin, 2,5 per i prestiti di Arthur e Ranocchia, 20 milioni per Zakaria, 8 per De Winter e 21 dalla doppia cessione di Rovella e Pellegrini, includendo in tutti i casi il riscatto. Giovani ed esuberi che hanno lasciato Torino portando nelle casse bianconere 87 milioni. A fronte di meno di 20 milioni di spesa: 19,6 nel dettaglio per gli acquisti di Weah, Milik e Gonzalez. Un netto, quindi, di 67 milioni e mezzo che sistemeranno i conti e consentiranno di poter aff ondare su Lukaku. Anche perché se così non fosse, visto che da tempo la società sa di dover mettere a posto i conti, a Torino non si sarebbero neppure mossi sull’attaccante ex Inter. E invece, con i contatti che vanno avanti da mesi, è scontato che la strategia economica sia stata studiata nei dettagli. Al resto, poi, penseranno Allegri e il suo staff.

Juve-Lukaku, non solo soldi

Lukaku stesso non ne fa una questione di soldi, visto che non ha voluto neppure sentire le ricche offerte arabe. Chiaramente, a 30 anni, un triennale da 18 milioni netti fa gola a tutti, ma c’è di più: Romelu vuole la Juve perché vuole lavorare con Allegri e perché si sente considerato un giocatore fondamentale, imprescindibile e di livello internazionale. I tempi per chiudere una trattativa che va avanti da mesi sono maturi e non solo perché la stagione sta per iniziare: il ballo delle punte è partito, con Kane al Bayern Monaco, e Lukaku con il suo staff aspetta la chiamata decisiva. Il Chelsea cerca disperatamente una punta (ha perso anche l’ultimo arrivato e strapagato Nkunku per un grave infortunio al ginocchio), il Tottenham deve sostituire proprio lo storico capitano Kane e il Psg ha in Neymar un altro separato in casa, con Luis Enrique che non è esattamente l’allenatore più malleabile del mondo. In Italia l’Inter e la Roma cercano i sostituti di Dzeko e proprio Lukaku da una parte, e Abraham dall’altra, e se le trattative vanno a rilento è perché i conti sono la priorità per tutti. In pochi, però, sono stati bravi a incassare come la Juventus e questo un peso lo ha.

Lukaku resta fiducioso

Anche perché Big Rom era e resta fiducioso sul buon esito della trattativa, ma è chiaro che più passano i giorni più il suo umore tende a peggiorare. Dopo un’estate trascorsa ad allenarsi da solo e la vita da giocatore del Chelsea senza neppure il numero di maglia, ha la voglia e anche l’esigenza di tornare in un gruppo, giocare partite vere e unirsi ai nuovi compagni. Il tempo stringe, per lui e per tutti. Non resta che aspettare, magari già questa settimana, la chiamata decisiva.


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