Napoli, doppio colpo per il futuro: Pafundi e Samardzic

Si rinnova l’asse con l’Udinese: ecco i prossimi obiettivi individuati dal diesse Giuntoli
Napoli, doppio colpo per il futuro: Pafundi e Samardzic© Getty Images
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Antonio Giordano

NAPOLI – Da Udine a Napoli, e viceversa, in fondo è un attimo, un’idea che sorge all’improvviso, una telefonata, una chiacchierata, una serie di scambi che hanno riempito quest’ultimo ventennio o giù di lì: ne sono successe di cose, sin dall’avvento di De Laurentiis, e in quell’asse costruito immediatamente cominciando con Sosa e Berardi, ci sono finiti poi Quagliarella e Denis, Armero e Allan, Meret e Zielinski. Da Udine a Napoli, c’è un volo diretto, un linea azzurra che collega Adl e i Pozzo, amici da sempre, che nel 2004 si misero d’accordo per lasciare a Pierpaolo Marino la possibilità di ricominciare da quella ch’era già stata casa sua e che adesso ritrovano nello stesso dg il ponte che li collega, nel caso il cellulare fosse continuamente occupato. Il mercato che (non) t’aspetti è soffocato da una squadra prossima alla perfezione e in un gennaio che promette semplice perlustrazioni, il sospetto che il Napoli resti strategicamente a guardare avanza prepotente: ma tocchereste mai qualcosa in una squadra da 41 punti, che non ha mai perso in campionato, che si è arresa nella sua unica sconfitta semplicemente a cinque minuti dalla fine ad Anfield, che diverte e conquista chiunque e ovunque? 

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Raramente

A gennaio si ripara e il Napoli di Spalletti, quando ricomincerà, dovrà semplicemente aggiornare se stessa, risistemare le lancette dell’orologio indietro, al 13 novembre, e continuare a recitare come sa. E poi la storia racconta che di solito, tranne che nel 2020, certe spese (folli) sono da evitare. Ma un’occhiata qua e là va lanciata, l’area scouting è al lavoro e Giuntoli, che a Dubai è entrato nella terzina dei migliori diesse della stagione, s’è organizzato silenziosamente: i campionati sono fermi ma sulle piattaforme di quel mondo, il suo, basta un clic per andare a studiarsi la meglio gioventù che va avvicinata con discrezione.

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In due

Simone Pafundi è un bambino, meglio ancora un enfant prodige, un sedicenne che ha già annusato il debutto in serie A, che Mancini ha appena lanciato in Nazionale e che tifa Napoli: a un prodigio del genere, non si resta insensibile, e la simpatia per la maglia azzurra può avere un valore, eccome. Pafundi sta lì, un gioiello che l’Udinese può permettersi di esporre nella sua abbagliante vetrina, e che Giuntoli ammira senza sbilanciarsi, secondo abitudine. Ma è accecante anche il talento di Lazar Samardzic?, un «fratellino» per Pafundi che ha appena venti anni, centrocampista nel quale Spalletti ha intravisto somiglianze con Zielinski, un tedesco pescato al Lipsia, dove di calciatori se ne intendono. Pafundi e Samardzic? hanno tutto quello che il Napoli chiede al proprio mercato: una tenera età, costi di ingaggio dunque contenuti, prospettive interessanti sulle quali lavorare senza ansia.

E poi

Ma il Mondiale può aiutare ad arricchire il database, nel quale già ci sono nomi, chiaramente secretati: al Camerun il Napoli è legato, lo ha fatto attraverso l’acquisto di Anguissa, potrebbe rinforzare questo suo rapporto ulteriormente, dopo che si è scoperto che anche Bryan Mbeumo (23) ha caratteristiche idonee per farci un pensierino. La sua stagione al Brentford è indicativa al di là delle statistiche (tre gol), perché è il rendimento e anche la personalità che hanno colpito: ma questa rimane una fase istruttoria, sarà più o meno lunga, servirà per preparare eventualmente l’estate che verrà. Per ora, guardare e non toccare. Forse, chissà... 


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