Roma, un attacco da Champions: Scamacca si avvicina. E avanza anche D’Amico come ds
Il Fulvio Bernardini si è svuotato, ma la Roma non si ferma. Il futuro continua a muoversi veloce, tra telefonate, strategie e sogni di mercato che stanno già incendiando la primavera giallorossa. I calciatori sono partiti: chi verso le vacanze, chi verso i ritiri delle rispettive nazionali per il Mondiale. Ma il motore romanista resta acceso. Eccome. Ryan Friedkin tornerà nelle prossime ore per entrare nel vivo della programmazione: rinnovi, assetto societario, mercato, nuove ambizioni. E poi c’è Gasperini, lontano da Roma soltanto geograficamente. Il tecnico si è rifugiato nel Monferrato Astigiano, nella quiete della sua “Cascina Gilli”, tra i vigneti di Castelnuovo Don Bosco, la famiglia e il silenzio della sua terra. Relax sì, disconnessione impossibile. Perché il telefono resta acceso. Sempre. Gasp aspetta aggiornamenti sui rinnovi, sulla sede del ritiro estivo, sulle entrate e sulle uscite. Ma soprattutto continua a lavorare sottotraccia per costruire la sua Roma. Una squadra feroce, intensa, verticale. Una squadra che assomigli il più possibile alla sua idea di calcio. E dentro quell’idea c’è da tempo un nome ben preciso: Gianluca Scamacca.
Gasperini e il legame con Scamacca
Tra Gasperini e il centravanti c’è un rapporto che va oltre il campo. Stima, feeling, sintonia umana. Un legame nato e cresciuto nel tempo, tanto che un anno fa il tecnico era presente al matrimonio dell’attaccante. Già allora Gasp lo avrebbe voluto in giallorosso, ma non se ne fece nulla. La Champions cambia prospettive, ambizioni, possibilità economiche. E soprattutto rende la Roma una destinazione ancora più attraente per un attaccante che sente il bisogno di una nuova sfida. Come probabilmente anche Dodo che sta pensando di lasciare la Fiorentina ed è attratto dalla Roma. Scamacca vuole tornare protagonista. Vuole respirare di nuovo l’aria delle grandi notti europee. Vuole Roma. E la Roma vuole lui. I contatti con alcuni giocatori giallorossi sono continui, il rapporto con l’ambiente non si è mai spezzato. Intanto a Bergamo qualcosa sta cambiando. L’Atalanta ha investito un anno fa 25 milioni su Krstovic e il club inevitabilmente dovrà valorizzare sempre di più il nuovo patrimonio offensivo. Scamacca invece ha il contratto in scadenza tra un anno e il suo futuro è tutto da scrivere. E allora prende forma un’idea che intriga, stuzzica, accende la fantasia dei tifosi: Scamacca e Malen insieme. Oppure alternati. Due attaccanti diversi ma perfettamente complementari. Potenza, profondità, velocità, muscoli, gol. E dietro di loro un artista come Dybala a illuminare il gioco. Il trio è servito.
Questione ds: avanza D'Amico
Ma non finisce qui. Perché a Trigoria si lavora anche per ricostruire un altro trio, quello che ha fatto grande l’Atalanta. Dopo Gasp e il pressing su Scamacca, il nome caldo per la direzione sportiva è quello di Tony D’Amico. È lui il prescelto per raccogliere l’eredità di Massara. Un dirigente che conosce alla perfezione il tecnico, che ha portato Scamacca a Bergamo e che insieme a lui ha alzato l’Europa League. Il Milan si sarebbe tirato indietro dopo la rivoluzione targata Cardinale. La Roma invece continua a spingere. D’Amico sta trattando la risoluzione con l’Atalanta: gli incastri sono partiti, le manovre anche. E mentre il Bernardini resta silenzioso sotto il sole di fine maggio, i telefoni continuano a squillare. Scamacca aspetta. Gasperini pure. La stagione è finita soltanto sul campo. Dietro le quinte, invece, la nuova Roma è già cominciata.
