Alajbegovic esce allo scoperto, è tra i tre acquisti top della Roma: tutte le piste
ROMA - Ammiccare, tentennare, fingersi non così tanto interessati e magari pure far credere di avere altri spasimanti: sì, fa tutto parte del conosciutissimo manuale dell’arte del corteggiamento. Ma queste sono tattiche per chi può permettersi il lusso di aspettare, di giocare anche un poco con lo scorrere del tempo, sfruttandolo a proprio vantaggio. Margine in questo senso, però, non ne ha più la Roma ed evidentemente neppure Kerim Alajbegovic, al quale il ds Massara, prima di svuotare l’armadietto di Trigoria, aveva dato un ultimatum per conto della proprietà: una risposta entro il 31 maggio, altrimenti tanti cari saluti.
Roma-Alajbegovic, la strategia
Sarà un caso, ma ieri, alla vigilia della deadline, il funambolico attaccante bosniaco, uno dei giustizieri dell’Italia sbattuta fuori dal Mondiale, è uscito allo scoperto: «La Roma è un top club - ha detto - e sarei pronto per la Serie A». Sarebbe una dichiarazione di esclusivo interesse se il ragazzo, parecchio scaltro nonostante i 18 anni, non avesse tentato di mischiare le carte aggiungendo, oltre alla compagine giallorossa, pure altri grandi squadre nel suo concetto di gradimento. «Lo sono anche Inter, Napoli e Juve. La Serie A è davvero bella e io penso di essere all’altezza di una grande squadra di questo campionato». La verità, al netto delle parole, è una: con le altre ci sono stati sondaggi e dialoghi, mentre con la Roma c’è stato un vero e proprio incontro - il papà Semin ha visto Massara insieme all’ex Pjanic - e i discorsi poi sono andati avanti. Il Bayer Leverkusen ha riscattato per 8 milioni il cartellino di Alajbegovic e adesso lo valuta 25 minimo. Dopo il Mondiale il prezzo potrebbe persino lievitare. Ecco perché la Roma ha fretta di indirizzare la trattativa, strappando l’accordo prima che s’accendano i riflettori della coppa del mondo, di solito vantaggiosi per chi vende e deleteri per chi compra. In qualsiasi caso, Alajbegovic considera l’uscita pubblica di ieri un assist.
Il messaggio è stato già recapitato a Tony D’Amico, diesse in pectore ma in attesa di un comunicato che lo annunci. Sarà lui a raccogliere le fila della trattativa. Senza dimenticare gli altri profili sondati, tutti validi nella prospettiva di far compiere alla trequarti un salto di qualità: Nusa, Summerville e Greenwood sono tutti profili graditi. Sarà inevitabile, poi, lavorare anche all’acquisto di altri due calciatori per rinforzare l’undici di Gasp. Che dopo la qualificazione in Champions si aspetta tre titolari - diciamo due e mezzo se il “mezzo” sarà Scamacca, un bomber vero da alternare o abbinare a Malen - più altri due o tre innesti a basso costo per rimpolpare le retrovie e dare così al tecnico più margine di scelta quando gli impegni si moltiplicheranno. Nella testa di GPG, l’altro titolare da prendere insieme all’ala offensiva è un uomo di fascia, a destra o a sinistra: il nome più caldo resta quello di Dodo. Se dodici mesi fa per il brasiliano sarebbero serviti più di 20 milioni, adesso potrebbero anche bastarne 15. Nel mirino per le corsie, da tempo, c’è anche Carlos Augusto, che potrebbe rientrare nei discorsi con l’Inter per Koné, mentre ieri è spuntato il nome dell’albanese Mario Mitaj dell’Al-Ittihad, valutato 10 milioni. Dicevamo di Scamacca: Gianluca è cresciuto a Trigoria e in queste ore è in contatto costante con l’allenatore, al quale lo lega un’amicizia profonda oltre che un legame tecnico, e spinge per tornare a casa.
