Sconfitte, gol al passivo e tiri subiti: i numeri da incubo in Champions della Juve di Allegri

La sconfitta contro il Benfica ha aggiornato diversi record negativi dei bianconeri nella propria storia europea, appartenenti non solo all'era Allegri
Sconfitte, gol al passivo e tiri subiti: i numeri da incubo in Champions della Juve di Allegri© ANSA
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Più che le parole, gli sguardi, quasi le lacrime, come quelle che Leonardo Bonucci ha trattenuto a stento prima di presentarsi alle telecamere per commentare la debacle contro il Benfica, parlano i numeri. Quello che inquadrano il momento vissuto dalla Juventus in Champions League come uno dei peggiori della propria storia a livello europeo.
Max Allegri, l’allenatore delle due finali raggiunte, benché perse, nei suoi primi quattro anni sulla panchina bianconera, sta infatti vivendo un amaro contrappasso e rischia di legare il proprio nome ad una delle peggiori campagne internazionali della gloriosa storia del club torinese.

Disastro Juve: tre sconfitte di fila in Europa dopo 50 anni

Alcuni danni sono già stati fatti. Per la prima volta dalla nascita della moderna Champions League, infatti, la Juve ha perso le prime due partite della fase a gironi: già il ko all’esordio non era fatto consueto, essendosi registrato solo nel 2017-’18, ma la doppietta di sconfitte iniziali non si era mai registrata. Non solo: considerando anche lo 0-3 nel ritorno degli ottava contro il Villarreal che ha chiuso nel peggiore dei modi l’avventura in Coppa della scorsa stagione le tre sconfitte consecutive nella massima competizione europea rappresentano il record negativo nella storia della Juve, che ha un solo precedente, ma mai in due edizioni consecutive, risalendo al periodo tra maggio ’68 e settembre ’72.

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La Juve e l'incubo Benfica

Curioso sottolineare come le ultime due sconfitte della Coppa Campioni '67-68 la Juve le subì proprio contro il Benfica nella doppia semifinale. Le Aquile, insomma, sono la vera bestia nera in Europa dei torinesi in Europa, che con nessun’altra squadra affrontata almeno cinque volte vanta una percentuale peggiore, il 71% di gare perse negli scontri diretti (cinque su sette), al quale aggiungere l’amaro 0-0 casalingo nel ritorno della semfinale di Europa League 2014 che sbarrò la strada verso la finale che si sarebbe disputata proprio a Torino.

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Dal gol-lampo di Milik ai 19 tiri del Benfica: la notte horror della Juve

Sono però anche altri i numeri che condannano Allegri e riguardano la tenuta della fase difensiva. Per la prima volta da novembre 2013 infatti la Juve ha subito almeno due partite in tre gare di Champions consecutive, appunto dal Villarreal al Benfica e proprio ad una partita del 2013, quella di aprile contro il Bayern Monaco, risaliva il peggior score di tiri subiti dai bianconeri in una partita casalinga di Champions, 19, gli stessi scagliati dai giocatori del Benfica verso la porta di Perin. Tutto questo non può che far passare in secondo piano l’ennesimo gol-lampo della stagione bianconera: quello di Milik è stato il quarto su 11 segnato dalla squadra di Allegri entro i primi 10 minuti di gioco. Ma per fare strada in Italia e in Europa 20 minuti ad alti livelli non possono bastare.


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