Pagina 0 | L’ira di McTominay: “Napoli, inaccettabile non vincere”
Ancora Scott, sempre McTominay. La certezza assoluta in una fase di assoluta emergenza. Quando il Napoli cerca appigli, personalità e sostanza, lui risponde presente. Anche a Copenaghen, anche in una notte complicata, in uno stadio freddo e ruvido, dove gli azzurri avevano bisogno di qualcuno capace di farsi carico del peso della partita. E McTominay, ancora una volta, non si è tirato indietro.
McTominay e la specialità della casa
A Copenaghen, lo squillo è arrivato al 39’, con una delle sue specialità: il colpo di testa. Sul calcio d’angolo di Elmas ha preso il tempo a Cornelius e Suzuki, si è elevato nel cuore dell’area e ha infilato il pallone alle spalle di Kotarski. Quarto gol in sette partite di Champions, a cui vanno aggiunti i cinque centri in campionato. Totale: nove gol stagionali, esattamente come Hojlund, il centravanti titolare. Non conta dove gioca. Largo a sinistra, a ridosso delle punte, mezzala nel 4-3-3 o centrale nel 3-4-2-1 accanto a Lobotka: cambia il ruolo, non cambia il rendimento. Di questi quattro gol in Champions, però, solo quello al Qarabag è valso davvero tre punti. Anche a Copenaghen la sua rete ha avuto un retrogusto amaro. Perché ha interrotto una striscia di tre sconfitte esterne consecutive in Europa, ma non è bastata per dare lo strappo decisivo verso i playoff.
McTominay non ci sta: "Inaccettabile"
Una rete preziosa, sì, ma non risolutiva. E lo scozzese lo sa bene. «Avremmo dovuto vincerla, è inaccettabile onestamente - ha ammesso a Sky - Dovevamo trovare il modo per segnare il secondo e anche il terzo gol e chiuderla definitivamente». Nella ripresa ci ha provato ancora. Dopo il pareggio danese, un’altra occasione con il colpo di testa, stavolta su cross di Lang dalla destra. Ha schiacciato bene il pallone dal centro dell’area, ma Kotarski si è fatto trovare pronto. Sarebbe stato il gol della svolta. È rimasto invece uno dei rimpianti della serata. «Quello del Copenaghen è uno stadio difficile, per il meteo, per il campo non fantastico - ha spiegato - ma dovevamo trovare gli spazi per far gol». In un Napoli falcidiato dagli infortuni, McTominay è diventato quasi un simbolo. È diventata virale la sua intervista “No Lukaku, no Anguissa, no De Bruyne…”, ma lui c’è sempre. Sempre in campo, sempre dentro la partita. «Ci sono stati tanti infortuni, è raro che succeda così spesso in un club - ha detto - Abbiamo provato comunque a mantenere un buon rendimento in ogni partita, ma dobbiamo migliorare e fare meglio». Ora tutto passa dall’ultima notte europea. La sfida con il Chelsea sarà decisiva. «Un’ottima squadra, ma dobbiamo dare tutto per cercare di proseguire il nostro percorso». Il Napoli, in questo momento, non potrebbe chiedere di più. In emergenza, in trasferta, sotto pressione: è lui che continua a metterci la faccia. E spesso anche la testa.